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Le 7 pubblicità green che piacciono di più

Le 7 pubblicità green che piacciono di più

Simone Moriconi
pubblicità green

Ci siamo divertiti a selezionare le migliori pubblicità green degli ultimi anni: una speranza per la comunicazione del futuro, e un auspicio per ritrovarci in un mondo più pulito una volta che il Covid-19 sarà in qualche modo alle spalle.

In tempi di pandemia, infatti, l’attenzione alle questioni ambientali sembra aver subito una frenata. Già, perché se il 2019 è stato l’anno di Greta Thunberg e della “sensibilizzazione di massa”, in particolare sul tema della plastica, il Covid-19 ha dato ben altro a cui pensare al pubblico globale. Se non altro, per il fatto che sono emerse nuove necessità di consumo, come mascherine, guanti, confezioni monodose varie, che hanno portato a riciclare meno e male.

Anche la comunicazione d’impresa, come già scrivevamo tempo fa, ha seguito necessariamente lo “spirito del tempo”, cambiando registro e ambito. Sono comparse più scene domestiche, messaggi rassicuranti e raccomandazioni di social distancing.

D’altronde, questa non è che un’altra sfaccettatura del fenomeno dei brand che prendono posizione, ossia che, travalicando il perimetro di prodotto e del proprio settore, lanciano messaggi di appartenenza ad una giusta causa, al purpose. Che, nel 2020, è stato sostanzialmente stay safe, “siamo al tuo fianco”.

Vediamo allora le migliori pubblicità green degli ultimi anni sul tema della sostenibilità ambientale. Il 2020 non è stato affatto un anno in cui il bene per il pianeta è stato dimenticato: iniziamo subito con uno spot recentissimo!

7. Time to ride the future – VanMoof (2020)

VanMoof è un’azienda di biciclette elettriche olandese che ha realizzato uno spot, molto suggestivo, in cui sul cofano di un’auto sportiva si riflettono tutti i “mali” dell’inquinamento, dallo smog, alle proteste di piazza. L’auto si scioglie, come petrolio, per lasciare spazio ad un futuro nuovo: quello della mobilità elettrica.

Questo commercial ha fatto parecchia notizia per essere stato bannato in Francia: il garante della pubblicità transalpina lo ha definito troppo “spinto”, in grado addirittura di screditare l’intera industria automobilistica. Una dichiarazione che ha evidentemente fatto salire la curiosità sullo spot, che ad oggi (11 novembre 2020 n.d.r.) conta più di 2 milioni di visualizzazioni.

6. What if everything run on gas – Nissan (2011)

Questa pubblicità green di Nissan risale a quasi dieci anni fa, ma è tutt’ora attuale nell’immediatezza del suo contenuto. Cosa succederebbe se tutte le cose che utilizziamo andassero a carbone? Il registro utilizzato è quello dell’ironia e dell’assurdo, con situazioni quotidiane che vengono rese unreal dal paradosso di un mondo in cui non esiste l’elettricità.

Il focus era quello di spingere la Nissan Leaf, una delle prime auto full electric in circolazione. Curiosità: negli stessi mesi, la Mitsubishi ha lanciato uno spot praticamente identico per la sua I-Miev.

5. A climate change promise – Apple (2020)

E qui piombiamo di nuovo nel 2020. Questa volta prende la parola Apple, che lancia il suo statement, una promessa a tutti gli effetti: diventare interamente carbon neutral entro i prossimi 10 anni. In questa ad lo stile pubblicitario e comunicativo di Apple, essenziale e minimalista, è portato agli estremi. Vediamo solo il bimbo che dorme e in sottofondo la voce narrante, con la promessa finale: “realizzeremo la nostra promessa per il tuo decimo compleanno”.

Dire non basta, bisogna fare: non a caso, sul nuovo iPhone 12 Apple ha deciso di non includere nella confezione il caricabatterie, incoraggiando l’utilizzo di quelli già in dotazione. Anche se c’è chi dice che sia solo una pubblicità (green, ma pur sempre pubblicità).

4. The day the Ocean went away – Volvo (2019)

Questo non è un vero e proprio spot televisivo, ma un’iniziativa finanziata da Volvo per la sensibilizzazione dei bambini inglesi rispetto all’inquinamento degli oceani. Si tratta di un libro illustrato dal titolo “The day the Ocean went away”, che racconta di un mondo in cui gli oceani sono scomparsi. La collaborazione è con Tom Franklin, insegnante e attivista ambientale, che da anni segue la causa della protezione degli oceani.

Il messaggio è di speranza, e viene affidato alle nuove generazioni, con l’auspicio che possano trasformarsi in “guardiani” degli oceani e proteggere i mari dall’inquinamento causato dalla plastica. Inutile dire come Volvo si inserisca perfettamente in questa sponsorship, con i suoi riconosciuti brand values, quelli di sicurezza e protezione, che compaiono in numerosi altri spot.

3. Le 8 cose che non sapevi sul riciclo – Ferrarelle e The Jackal (2019)

Andiamo in Italia, con un altro branded content: quello di The Jackal per Ferrarelle. I più divertenti producers partenopei, come già fatto per altre aziende (ricorderete Leerdammer, ma anche Vodafone), scendono in campo “alla loro maniera” per narrare il decalogo su come riciclare correttamente.

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Ferrarelle è un altro di quei brand che ben si sposano con una comunicazione scanzonata e divertente: qua compare con i suoi prodotti “vuoti”, che vengono usati da Ciro & co. per delle spassose “gag a fin di bene”. Questa è la comunicazione che ci piace. E poi, la canzoncina con i bambini al min. 3:30 è strepitosa!

2. Follow the Frog – RainForest Alliance (2011)

Praticamente un cortometraggio, in grado di far passare un messaggio molto semplice: non è necessario andare da soli alla fonte del problema, perché probabilmente non risolverete nulla. Meglio “seguire la rana”, ossia acquistare i prodotti con il marchio RainForest Alliance, l’associazione non profit che supporta gli agricoltori dei paesi in via di sviluppo e investe nella protezione delle foreste.

Il ritmo è alto, generando l’effetto di “incollare” allo schermo per vedere come va a finire. Tanto di cappello per la regia, che ci regala delle vere scene di immersione tra le popolazioni tribali, coinvolte nella realizzazione dello spot.

1. La spesa Coop cambia il mondo – Coop (2020)

Il primo posto va a una pubblicità italiana, che crediamo sia davvero una delle migliori in circolazione, per la sua capacità di raccontare attraverso le immagini l’impatto della nostra spesa quotidiana sull’ambiente.

Non solo plastica negli oceani, ma anche diritti umani (i raccoglitori nei campi), trattamento animale (le galline “liberate”), utilizzo di pesticidi (il carrello che ferma il trattore), per far capire come davvero le scelte di ogni giorno, di ognuno di noi, possono – su larga scala – avere un effetto diretto sul pianeta. È la piena espressione di un concetto a noi molto caro: preoccuparci degli effetti delle nostre azioni.

E voi, quali altre pubblicità green mettereste in questa lista?

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