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Le cose un tanto al litro

Le cose un tanto al litro

Valentina Maran
Mestruazioni, vergogne, tabù e tampon tax

Oggi mi è capitata una cosa che non mi succedeva dai tempi del liceo. Arrivo alla scuola dove insegno, parcheggio l’auto, poi scendo e una fitta alla pancia mi ricorda che sono lì lì per avere il ciclo.

Guardo al volo nella borsa: di solito tengo sempre degli assorbenti in più per ogni evenienza, ma ricordo anche che la solita pochette con tutto quello che mi serve è nella borsa della palestra.

Cerco nella borsa del computer ma nulla, non ne ho nemmeno lì.

Ok, dovrò ricorrere alla solidarietà femminile perché nonostante mi trovi in un liceo, nemmeno qui, come in nessun altro edificio pubblico, sono disponibili distributori per assorbenti.

Ricordo di averne visto solo uno, in vita mia, alla rinascente di Milano.

Per il resto, o parti da casa attrezzata, oppure puoi disperarti nella vana ricerca di un minimarket a portata di mano, cosa che ovviamente non capita mai.

Solidarietà femminile

Entro in classe e chiedo alle poche alunne già presenti se, in caso di necessità, mi possono per favore dare uno dei loro. Sono fortunata: sono più organizzate di me e anche loro comunque lamentano il fatto che sia una scomodità non avere dei distributori.

In Italia è così: è più facile trovare distributori di preservativi, di bibite o di sextoy, ma non di assorbenti, come se l’igiene femminile fosse un capitolo a parte, da tenere nascosto.

Il ciclo è sempre stata un’onta e lo è ancora come se dovessimo vergognarci di un evento tanto normale e naturale nella sua mensilità.

Per non parlare del costo: con IVA al 22% è tassato tanto quanto un bene di lusso. I tartufi sono tassati meno – per dire. Io lo vorrei capire davvero perché risulti così complicato comprendere le necessità del mondo femminile. Forse perché sono prevalentemente uomini quelli che prendono le decisioni, anche riguardo la nostra vita.

Certo, se sei uomo non ti è mai capitato di trovarti all’improvviso con il sangue che ti scorre tra le cosce.

Se sei un uomo non sai che sporcarsi di sangue i pantaloni può risultare ancora imbarazzante.

Se sei un uomo non sai quanto sia una scocciatura dimenticarsi gli assorbenti e dover sperare che qualcuno ne abbia da darti perché in giro non c’è verso di trovarne.

Il ciclo è una realtà nella nostra vita e gli assorbenti sono una necessità primaria, fondamentale.

Certo, esistono anche le coppette mestruali, ma c’è ancora poca dimestichezza, non è detto che tutte ci si trovino a proprio agio e il costo comunque è più alto di un semplice pacchetto. Inoltre resta sempre lo stesso problema: o parto da casa già con tutto quello che potrei aver bisogno, altrimenti se sbaglio quantità e portata di assorbenza sono finita. L’unica salvezza è un supermercato nelle vicinanze. Ma vi sembra normale nel 2019 dover ancora vivere così?!

Cose di cui vergognarsi

Aggiungeteci anche le altre pippe mentali: la necessità di renderlo occulto.

La pubblicità ci racconta quanto siano comodi e invisibili, ma solo per il fatto che costino così tanto meriterebbero di essere utilizzati come moneta di scambio. Dovrebbero essere dati come resto alle banconote da 50 euro.

Perché li devo nascondere? Perché mi devo comportare come una ladra quando lo sfilo dalla borsetta e me lo porto in bagno?

Perché i brand mi offrono pack di metallo per nasconderli dentro e non farli vedere? Perché le pubblicità mostrano quel liquido azzurrognolo anziché sangue?

Cosa c’è di tanto volgare nella normalità? È come se un’azienda di cerotti facesse vedere il sangue verde. Ma perché? Il sangue è sangue. Immaginate se vi toccasse camuffare come qualcosa di vergognoso una roba tanto normale come la ricrescita della barba. Pensate: passaggi furtivi sottobanco di lamette da barba per andare in bagno a radersi, pack che contengono lamette sostitutive monouso con disegnini per non far capire che cosa c’è dentro e addosso sempre lo stigma sociale del “ah! Si vede che ti sta ricrescendo!”. Immaginate la rottura di scatole.

Il ciclo è un evento naturale e normale, e non si capisce perché debba essere impacchettato a triplo strato con frasi motivazionali o con fiorellini mimetici. Perché dobbiamo faticare tanto a parlarne? Perché è denigratorio e usato come accusa contro le donne quando ci vogliono mettere in un angolo?

Ho il ciclo, diamine! Sono una donna e ho il ciclo!

Perché se mi scordo gli assorbenti devo rischiare di andare in giro macchiata come se avessi partecipato alla sagra del sanguinaccio?

E ancora, anche se mi macchiassi di sangue, che cosa c’è di più normale visto che può capitare?

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Rispetto a qualsiasi altra situazione delle nostre parti basse, il ciclo non è controllabile. Non è come stringere lo sfintere o trattenere la pipì: al flusso mestruale non puoi opporre nulla se non una coppetta o un assorbente. Fine.

Perché il più naturale degli eventi nella vita di una donna deve diventare il più problematico?

La “tampon” tax

Ultimo tema, quello del costo: circa dai 3 ai 5 auro per un pacchetto da 12.

Fate un altro piccolo sforzo: immaginate di avere difficoltà economiche, e avete pochi spicci per mangiare. Ma se siete una donna avete il ciclo, perché quello tocca a tutte: ricche o povere che siano.

Avete solo 4 auro per mangiare. E gli assorbenti costano e non vi basta un solo pacchetto per tutto il ciclo. Come ve la cavate?

E a chi mi dice che possono usare stracci tra le gambe rispondo che per radersi possono usare la carta vetrata. Il risultato è lo stesso.

Ho smesso di fare i conti di quanto mi è costato il ciclo non solo in termini economici, ma anche in termini di stress emotivo ogni volta che sono stata messa in una condizione di disagio.

È il momento che i conti li faccia qualcun altro.

Intanto qui c’è la raccolta firme per portare la tampon tax a un livello accettabile:
Le mestruazioni non si tassano.

E se volete vedere qualcosa di bello, Libresse all’estero ha fatto questo spot memorabile, perché è così, il sangue è sangue.

https://www.youtube.com/watch?v=N-yIBD7cOUg

Ammettetelo: quanto sarebbe comodo avere distributori di assorbenti ovunque, mh?

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