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Come prendersi cura del proprio cervello

Come prendersi cura del proprio cervello

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Tra le domande più scottanti che si pone la medicina moderna due ruotano attorno ad un solo organo, il cervello, e sono:

Della prima sappiamo molto, anzi moltissimo, ma sembra non bastare mai. Ogni volta che diciamo “Sappiamo come il cervello funziona!”, infatti, emerge un dettaglio nuovo, che svela un altro dettaglio nuovo, che a sua volta svela un altro dettaglio nuovo. Più impariamo, più ci rendiamo conto di non sapere.

Della seconda sappiamo poco, anzi pochissimo. Eppure quello che sappiamo, se applicato, potrebbe produrre effetti importanti per molti: prevenzione, gestione e cura di molte condizioni di sofferenza cerebrale.

Tuttavia, la nostra convinzione rimane quella che solo chi sa come funziona il cervello, può sapere come prendersene cura. Così finisce che di tutto quello che sappiamo non abbiamo il coraggio di fare tutto quello che potremmo. Preferiamo aspettare in attesa di saperne di più.

Quello di cui vi parlerò potrà apparirvi troppo semplice per essere utile nella cura di disturbi così complessi come le demenze, i disturbi degenerativi e tutte quelle piccole manifestazioni di disfunzione mentale che fanno tanto soffrire chi ne è portatore e chi gli vive accanto. Eppure è tutto estremamente efficace, scientifico e soprattutto alla portata di tutti. Se volete saperne di più. potete iniziare leggendo gli splendidi Go Wild e Spark del dottor John J Ratey.

Il benessere del cervello è un business che ancora non funziona

Il benessere del cervello umano è un potenziale business da tanti milioni di soldi! Chiunque abbia due spiccioli da parte (ad esempio Google) decide di investirli anche in neuroscienze. Tuttavia nessuno è ancora riuscito a trovare un “farmaco” che raggiunga quelli che sono gli obiettivi più ambiti:

  • Proteggere il cervello dal suo fisiologico decadimento,
  • Curare la degenerazione cerebrale che è caratteristica di disturbi oggi assai diffusi come la malattia di Alzheimer, Encefalopatia vascolare, Sclerosi Multipla, Sclerosi Laterale Amiotrofica.

Quindi, ci troviamo in una condizione in cui il tessuto corporeo più prezioso, quello nervoso, a cui nessuno vorrebbe mai rinunciare, è quello su cui si fa più ricerca, ma per cui si hanno meno strumenti farmacologici efficaci.

Lo stile di vita come farmaco per il cervello

In questo scenario sconfortante, negli ultimi decenni molti ricercatori hanno trovato il coraggio di battere un altro punto di vista: dedicarsi allo studio degli effetti dello stile di vita sul benessere del cervello umano. Esatto, stile di vita. Quindi, nessun nuovo farmaco, solo vecchie abitudini.

Il modo in cui ciascuno di noi vive, infatti, ha un effetto su come il cervello di ciascuno di noi sta. Il cervello sente, ascolta, vede, tocca e gusta tutto quello che viene in contatto con i nostri sensi. E, quel che è più importante, reagisce a tutto. Quindi, quello che nella nostra vita gli proponiamo o non gli proponiamo lo influenza, nel bene e nel male.

Le basi dello stile di vita come farmaco per il cervello

Ho voluto riassumere tutte le importanti conclusioni di anni di studi sullo stile di vita come farmaco per il cervello, in tre punti:

  • 6 domande
  • 6 azioni
  • 6 qualità

6 Domande

I ricercatori più intraprendenti si distinguono dagli altri per il coraggio di farsi domande che gli altri non si fanno. Alcuni ricercatori si sono fatti veramente delle domande geniali. Ecco le 6 domande a mio avviso più importanti che alcuni di loro si sono fatti:

Magari ti interessa

  • Quale modo di mangiare rinvigorisce il cervello?
  • Che tipo di movimento rinvigorisce il cervello?
  • Quale ambiente rinvigorisce il cervello
  • Che effetto hanno le relazioni sul benessere del cervello?
  • Durante il sonno, in che modo il cervello si rinvigorisce?
  • Che effetto fa la meditazione sul benessere del cervello? E soprattutto qual è la meditazione che fa bene al cervello umano?

Sembrano domande banali, ma per chi è immerso tutto il giorno nella complessità, farsi una domanda semplice a volte è la cosa più difficile.

6 Azioni

Naturalmente a domande così importanti difficilmente si può dare una risposta rassicurante e definitiva. Tuttavia, chi lavora su domande importanti ottiene sempre informazioni importanti, anche se non definitive. In particolare, sono emerse 6 azioni a cui ciascuno di noi dovrebbe porre attenzione per sapere come prendersi cura del proprio cervello:

  • MANGIARE IN MODO VARIEGATO. Il cervello umano si distingue dal cervello degli altri esseri viventi per l’estrema varietà di azioni che sa compiere. Al tempo stesso si caratterizza in quanto necessita di un apporto di alimenti variegato per esprimere a pieno le proprie potenzialità.
  • ALLENARSI ALL’AGILITÀ E ALLA VERSATILITÀ. Nel cervello, come nei muscoli, vale il principio “use it or lose it” (o lo utilizzi o lo perdi). Questo significa che le singole fibre nervose, come le singole fibre muscolari, si mantengono vitali solo se le utilizziamo. Se non le utilizziamo le perdiamo. Ecco perché l’allenamento (e il movimento in generale) dovrebbe contenere combinazioni di movimenti differenti. Dove non c’è differenza, c’è perdita! Camminare è perfetto, ma camminare in un sentiero tortuoso è meglio. Correre funziona, ma correre nel traffico o in un sentiero è meglio. Sollevare pesi va bene, ma sollevare pesi con forme inconsuete funziona di più.
  • DORMIRE. Alternare ai momenti di veglia dei momenti di sonno. Vivere come se il sonno non fosse un intervallo di tempo passivo, in cui i deboli recuperano le forze, ma attivo, in cui il cervello metabolizza le esperienze vissute e memorizza le informazioni che ha raccolto. (Avevo parlato del sonno già un anno fa).
  • STARE IN NATURA. Garantirsi momenti in cui vivere immersi nella natura. Un bosco, una spiaggia, la campagna, il deserto … in tutte queste condizioni l’essere umano raccoglie una miriade di stimoli che aiutano il cervello a mantenersi adatto alle condizioni climatiche presenti in quel momento.
  • COLTIVARE LE RELAZIONI. Esatto coltivare le relazioni come si coltivano le piante nell’orto. Dedicare tempo, spazio ed energia alla creare e mantenere relazioni con gli altri. È vero, con l’abitudine si riesce a vivere bene anche da soli, ma è grazie all’interazione con gli altri che ognuno di noi conosce veramente se stesso.
  • COLTIVARE LA CONSAPEVOLEZZA (awareness) . Praticare regolarmente attività che portano la mente a ritrovare il proprio centro. Uso apposta un linguaggio non neuroscientifico, per riferirmi a quello a cui ambiscono normalmente coloro che praticano la meditazione. Sappiate tuttavia che l’effetto “meditazione” non è altro che quella condizione in cui tutto il cervello pulsa ad uno stesso ritmo e tutti i neuroni sono sincronizzati. Il che significa che questo effetto può determinarsi anche quando ricevete un massaggio o lo fate; quando annaffiate i vostri fiori; quando suonate uno strumento musicale, quando cucinate, quando guardate un bel panorama o i vostri figli che giocano. La meditazione seduta in posizione del Loto è un modo adatto per alcuni, ma non per tutti. Ognuno dovrebbe trovare il suo di “in medio” stare (ossia stare in mezzo – meditare) .

6 qualità

Da questo derivano 6 qualità che non dovrebbero mai mancare nella vostra vita.

  • Varietà
  • Sfida
  • Calcolo
  • Immersione
  • Relazione
  • Riassunto/focalizzazione

Tornando all’inizio, quindi, chi volesse sapere come prendersi cura del proprio cervello dovrebbe impegnarsi a vivere una vita ricca di varietà, non tirarsi indietro davanti alle sfide, prendersi un tempo per lasciare che il cervello calcoli e metabolizzi quello che è accaduto. Trovare un tempo per immergersi nella natura, coltivare le relazioni con gli altri e ogni tanto dedicarsi a immaginare un centro attorno a cui far ruotare la propria vita.

Strana ironia della sorte

La cosa buffa è che le stesse attività che sono utili per prendersi cura del proprio cervello sono utili anche per prendersi cura del proprio corpo. Come se il modo migliore per prendersi cura del proprio cervello fosse quello di prendersi cura del proprio corpo.

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