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#Contaminati: l’antidoto di Giulio Xhaet alla frustrazione

#Contaminati: l’antidoto di Giulio Xhaet alla frustrazione

Proporre questo titolo di Giulio Xhaet in un momento del genere rischia di essere una scelta infelice, ma vado controcorrente: la #contaminazione è il vero antidoto alla noia, all’automatizzazione e alla frustrazione che tante volte vedo in amici e conoscenti insoddisfatti dall’attuale lavoro, dal capo di turno, dalla funzione che svolgono nell’organigramma aziendale.

Giulio Xhaet, formatore e partner per Newton Spa, autore di diversi saggi sulla digitalizzazione – l’ultimo, ma è solo un riferimento cronologico, è Digital skills: Capire, sviluppare e gestire le competenze digitali, scritto a quattro mani con Francesco Derchi – la prende alla lontana con il suo #Contaminati: Connessioni tra discipline, saperi e culture, edito da Hoepli, ma poi arriva al punto.

La domanda che sta alla base di tutto il percorso è: qual è il futuro degli iperspecialisti? I classici professionisti T-shaped, che sviluppano in verticale una sola conoscenza, rischiano di essere surclassati da figure più efficaci e a basso costo: gli algoritmi. All’interno di un solo campo da gioco, una volta fornite le regole necessarie per interpretarlo, gli algoritmi sono i campioni.

La storia di Garry Kasparov, campione di scacchi sconfitto il 10 febbraio 1996 dal supercomputer IBM Deep Blue, ci ricorda che, in un mondo con un sistema finito di variabili e norme ben delineate, le macchine superano l’uomo. Secondo le categorie della cibernetica e della scienza della complessità, potremmo dire: le macchine sono avvantaggiate nella risoluzione di problemi complicati, ma non in quelli complessi.

Urge una parentesi: complicato deriva dal latino cum plico, ovvero “con pieghe”, che è possibile quindi explicare, cioè spiegare. Invece complesso deriva dal latino cum plecto, cioè “con intrecci”, ed individua problemi dove gli elementi sono talmente interconnessi da generare un domino di conseguenze alla minima interazione: richiedono, di fatto, una visione sistemica per essere analizzati e interpretati.

Il dominio della complessità, quindi, è una delle abilità più importanti per un profilo contaminato, un profilo futureproof che fa della verticalità di una competenza una parte importante, ma non definitiva.

Giulio Xhaet identifica anche il link learning – la capacità di vedere interconnessioni inedite tra diverse materie e diversi saperi – e la network inclusion – la possibilità di essere un ponte tra diverse culture e diversi network relazioni – le competenze che meglio di altre caratterizzano i profili contaminati.

Il contaminato per eccellenza è Leonardo Da Vinci: oggi servirebbero 13 specialisti per colmare il suo sterminato sapere. Ma non è necessario andare troppo indietro nel tempo: Steve Jobs, ad esempio, è un autentico contaminato, ma non solo.

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I veri innovatori sono tendenzialmente poli-verticali, profili più pi-shaped o comb-shaped rispetto ai canonici esperti a T.
Innovatori non solo nell’ambito della scienza o della letteratura, ma a tutto tondo in ambito culturale, politico e sociale. Rosa Parks, che ha spianato la strada a Martin Luther King, aveva fatto della network inclusion la sua competenza più forte. Cambiando il mondo.

È il momento, questo, in cui possiamo mettere in luce la nostra esperienza formativa e professionale per vedere quali sono i collegamenti, le spinte interne, i link che uniscono la nostra vita. Abbiamo, volenti o nolenti, il tempo e lo spazio per poterlo fare.

L’ultimo capitolo del libro dà spunti per “mappare” la propria contaminazione, e scoprire come alcune passioni si sono riversate all’interno del lavoro, o come si possono trovare connessioni insperate tra quello che si ama e quello che si fa. Per questo, la #contaminazione è l’antidoto alla stasi, alla noia.

E per questo vale la pena leggere questo libro, soprattutto in questi giorni.

#Contaminati di Giulio Xhaet
Giulio Xhaët
#Contaminati. Connessioni tra discipline, saperi e culture
edito da Hoepli
nella collana Tracce, a cura di Paolo Iabichino
pubblicato il 15 gennaio 2020
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