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Chi sono gli spietati giudici dei social media

Chi sono gli spietati giudici dei social media

Sara Ronzoni

È ormai noto che è la prima impressione ciò che conta, che in meno di 30 secondi siamo in grado di dare un giudizio su una persona e, inconsciamente, decidere se ci piace o no, se faremmo affari con lei, se potrebbe essere un buon partner e se potremmo fidarci di lui.

Sembra assurdo, ma oggi siamo talmente bombardati di informazioni, che il nostro cervello è costretto a decidere e selezionare le informazioni molto più in fretta.

In un’epoca in cui, se un sito internet ci mette più di 5 secondi a caricarsi, oltre il 50% degli utenti lo abbandonerà, anche il giudizio sulle persone è molto cambiato, e ci mettiamo sicuramente meno di 30 secondi.

C’è chi dice 2 secondi, chi 3, ma il punto non è questo.

Come gestiamo tutti gli input che riceviamo

Il nostro cervello, per sopravvivere al continuo sovraccarico di informazioni, è costretto a selezionare continuamente tutte le informazioni e gli input che riceve, decidendo in tempo reale, se quell’informazione è interessante per noi o no.

Hai mai notato come scorri il feed dei social network?

Con un dito scorriamo velocemente sullo schermo e, mentre molti post o immagini li lasciamo passare, solo pochi catturano la nostra attenzione e ci fermiamo per leggerli o guardarli meglio.

Tutto questo è normale se pensiamo che oggi riceviamo in un anno molte più informazioni di quante ne riceveva una persona nel XVI secolo, in un’intera vita.

Ti rendi conto?

Siamo talmente immersi in questa velocità che non ce ne rendiamo conto; anche se spesso ci segnali e sintomi che dovrebbero ricordarcelo:

  • siamo sempre stanchi mentalmente, come se non riuscissimo mai a fermare i pensieri
  • tendiamo a dimenticare molte più cose. E no, non è la demenza senile o l’età che avanza
  • quando entriamo nella trappola dei media, dalla tv ai social, perdiamo completamente la cognizione del tempo e, quando ci svegliamo da questa ipnosi, ci sembra impossibile essere stati “assenti” così a lungo.

Se tutti questi aspetti, che ci piacciano o no, fanno parte del progresso e della rapida evoluzione tecnologica del nostro millennio, c’è però un aspetto che mi fa riflettere.

Perché siamo giudici spietati; un dato che pochi sanno

Come dicevamo, tutti sappiamo quanto oggi conti la prima impressione, ma forse in pochi conoscono questo altro dato:

  • il 90% delle persone tende a trasformare in giudizio una prima impressione
  • solo 10% di questi è disposto a cambiare il proprio giudizio

Forse questo dato non lo conoscevi, e magari stai pensando che è impossibile che sia così o che sicuramente non riguarda te, invece mi dispiace dirti che siamo tutti così, che ci piaccia o meno.

Al di là del dato fine a se stesso, quello che mi ha fatto riflettere, è che se da un lato il nostro cervello è oggi obbligato a scegliere in fretta nel mare di informazioni e input in cui è continuamente immerso, c’è un’altra equazione che sta diventando preoccupante.

Mi spiego meglio…

Il mondo in cui oggi viviamo e l’importanza della comunicazione

Oggi i social network e la comunicazione sono una vetrina fondamentale, con cui tutti dobbiamo fare i conti.

Puoi essere un professionista o un artigiano eccezionale, ma se nessuno ti conosce, non potrai esprimere le tue capacità e difficilmente troverai clienti.

Se hai una tua attività e non racconti con parole e immagini quello che fai, nessuno saprà che esisti, a parte i tuoi conoscenti nella vita quotidiana e reale, che non saranno però sufficienti a tenere aperta la tua attività.

La stessa cosa vale se voglio offrire o cercare lavoro e non ho un profilo LinkedIn aggiornato e curato, se non sono attiva sulla piattaforma e non interagisco con nessuno. Semplicemente l’algoritmo, il sistema, e la piattaforma mi renderanno meno visibile.

Non è però questo quello che è strano, questa è la fotografia del mondo in cui viviamo.

Quello che è preoccupante è ciò che tutto questo sta cambiando. Vediamo come.

A cosa stai togliendo tempo oggi? Il buco nero dei contenuti

Per continuare ad essere presente e visibile devo produrre continuamente contenuti che siano belli, interessanti per il mio pubblico, di qualità, e diano valore concreto a chi potrebbe cercare ciò che io offro.

Tutto questo alla velocità della luce, e continuamente, perché tutto ciò che postiamo è già praticamente vecchio prima ancora di pubblicarlo, e sparirà pochi minuti dopo, inghiottito nel buco nero del feed che continua a sputare nuove notizie.

Questo, negli ultimi anni, ha significato due cose:

  • sviluppare nuove competenze che prima non erano per noi necessarie o così importanti (scrivere articoli e ebook, fare foto, usare internet e i social in modo professionale, fare belle fotografie, girare video,… e potremmo andare avanti a lungo)
  • tantissimo tempo da dedicare ogni giorno alla nostra comunicazione, all’immagine e ai contenuti.

Nelle grandi realtà e aziende questo potrebbe semplicemente aver portato a un cambiamento e adattamento con l’inserimento di nuovi ruoli e figure professionali, per cui niente di grave. Anzi, sono sicuramente nate nuove professioni e nuove opportunità lavorative.

Più andiamo su realtà piccole però, fino alla singola persona, più tutto questo tempo necessario a produrre contenuti e lavorare alla propria comunicazione, ha significato tempo prezioso tolto ad altre attività importanti.

Ed ecco dove sta il problema…

Non è un problema di tempo, ma di qualità e di idee che stiamo perdendo

Che tu abbia una tua attività o che tu sia solo presente online per rimanere aggiornato, il problema è che tutto il tempo che tu oggi ti trovi a dover dedicare alla comunicazione è tempo che togli allo studio, alla preparazione, alla progettazione, alla realizzazione dei prodotti o servizi che offri.

Questo significa che sei troppo impegnato a scrivere, fare foto bellissime e instagrammabili, taggarti agli eventi o nelle location più interessanti ed essere sempre connesso per rispondere a messaggi e commenti della tua community.

Forse ti sembrerà esagerato, ma non conosco persone che, seppur in percentuali diverse, non siano intrappolate in questo sistema.

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Il problema più grande è che perdiamo di vista la nostra autenticità, il nostro io più vero, il coraggio di esprimere le nostre idee e le nostre visioni.

Così vedi su instagram foto perfette ma tutte uguali, vedi siti che sembrano uno la fotocopia dell’altro, vedi contenuti che sono solo pezzi di altri articoli presi qua e là senza un vero studio o approfondimento dell’argomento, anche se sono perfetti nella SEO e nelle parole chiave.

È difficile scendere da questa giostra, dove like e cuoricini riempiono il nostro ego, ma dobbiamo renderci conto che ci fanno pagare un prezzo molto alto per rimanere nel gioco.

È difficile non sentirsi sempre mancanti di qualcosa quando sui social vediamo continuamente vite da sogno che tutti vorrebbero, e noi ci sentiamo anche un po’ sfigati a stare sul divano a guardare le vite perfette di qualcun altro dal telefonino.

È difficile spostare lo sguardo e auto-osservare questo sistema e questi meccanismi che sono i veri vampiri di questa epoca, e scegliere davvero dove si vuole stare e cosa si vuole fare, e soprattutto essere.

È difficile, ma necessario, spegnere i telefoni, spegnere internet e tornare a fare ciò che è il nostro lavoro.

Chiederci ogni giorno come farlo nel modo migliore, studiare e approfondire per migliorare continuamente.

Dobbiamo evitare di farci condizionare da ciò che vediamo, smettere di copiare da chi ha successo o da quello che vediamo già fatto e lavorare invece sulle nostre idee. Abbiamo un potenziale infinito e ne usiamo così poco che non ci rendiamo nemmeno conto di quanto potremmo fare.

“Carino” non è più abbastanza

Vedo in giro tantissime idee mediocri, e pochissime idee belle e coraggiose, punti di vista differenti. Cerchiamo, un po’ inconsapevolmente, di copiare qualcosa di già visto, che già funziona, e crediamo che basti metterci qualcosa di nostro per aver creato qualcosa di nuovo.

Creiamo prodotti e servizi “carini”, ma oggi questo non è basta più.

In un mondo in cui scorriamo il feed dei social alla velocità della luce, siamo tutti giudici spietati; dobbiamo essere in grado di differenziarci dagli altri, di essere noi stessi e ogni giorno fare meglio di ieri per far sì che il dito si fermi nel feed e l’attenzione cada su di noi.

C’è sempre meno spazio per le persone mediocri, che non si esprimono, che non prendono una posizione e stanno solo ad osservare. So che non spariranno mai, ma se hai qualcosa da dire, devi fare di tutto per urlare al mondo la tua idea.

Mi guardo intorno e vedo quanta bellezza abbiamo costruito nei secoli, quella bellezza e quella capacità che tutto il mondo ci invidia. E ringrazio che nei secoli scorsi i più grandi artisti non avessero instagram, e nemmeno i cellulari. Altrimenti non avrebbero mai creato tutte quelle meravigliose opere che ancora oggi fotografiamo, magari come sfondo ai nostri selfie tutti uguali.

 

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