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Come risconoscere un maestro

Come risconoscere un maestro

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maestro zen

Ci sono esseri umani che quando li incontri ti colpiscono. Non fanno nulla per farsi notare, eppure li noti. Attraggono la tua attenzione proprio per la loro essenzialità. Fanno solo il necessario, nulla di più. È probabile che quelle persone siano maestri. Non maestri di scuola, maestri nel senso esoterico del termine.

A volte si occupano di cose tipiche da maestro (arti marziali, bonsai, ikebana, calligrafia,…). Altre volte sono gente normale, che si occupa di cose normali!

Ma chi è un maestro?

Il concetto di maestro è ormai estraneo alla cultura occidentale. Per noi i maestri sono quelli che sanno e trasmettono il loro sapere. In gergo orientale quelli sono gli insegnanti.

Noi occidentali siamo portati a pensare che per imparare a fare servono informazioni. Compito di un insegnante, quindi, è dare informazioni. In oriente, invece, sono ancora convinti che per imparare a fare, le informazioni non servano, anzi a volte siano proprio controproducenti.

Quando un allievo domanda, per l’insegnante è normale rispondere. I maestri, invece, sono persone estremamente ciniche. Pensano e agiscono come se le soluzioni fossero qualcosa che nessuno può dare, possiamo solo trovarle da soli. Ecco dunque che il compito del maestro è semplicemente quello di mettere gli altri, gli allievi, nelle condizioni di trovare la propria soluzione.

Se volete saperne di più, cimentatevi in un’antica arte marziale, oppure nell’arte bonsai, nell’ikebana, nella calligrafia, nel tiro con l’arco o nel tiro con l’arco a cavallo.

Tra una decina d’anni scrivetemi. Mi racconterete che cos’è un maestro.

Nel frattempo, se volete farvi un’idea vi consiglio un bel libro da cui trarre ispirazione quando cercate di farvi un’idea di chi sia un vero maestro: “Lo zen e l’arte del tiro con l’arco”.

Sono 100 pagine tonde tonde. Si legge in un lampo.

Vi citerò alcuni brevi frammenti tratti da questo libro. Potrebbero esservi utili nel momento in cui cercate un maestro.

Un maestro è un tipo convincente

I maestri ti convincono subito, non perché ti vincono, ma perché ti avvincono a loro. I loro gesti, le loro parole e i loro pensieri sono cristallini. Non tremano. Stare accanto a loro è come indossare occhiali semplificanti.

“L’uomo che lo Zen ha trasformato e purificato con il “Fuoco della verità” conduce un’esistenza troppo convincente perché passi inavvertita”.

È capace di tirare fuori il meglio dagli altri

Il maestro è chi sa tirare fuori un maestro da chi ancora non è maestro. Non condivide con te i suoi segreti, le sue strategie. Al tempo stesso non ti nasconde nulla e lascia che tu prenda quello che ti serve.

“Un grande maestro deve essere allo stesso tempo anche un grande educatore da noi l’una cosa non va senza l’altra”.

Un maestro è forte

Un maestro è forte, ma senza scomporsi. Non si agita e non si sforza. Si limita a seguire le linee di forza, per questo è forte.

“L’agevolezza con cui si esegue un atto di forza è senza dubbio uno spettacolo alla cui bellezza l’uomo dell’estremo oriente è particolarmente sensibile e grato”.

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Lascia che le cose “si” facciano da sole

Un maestro si occupa di fare bene il piccolo gesto. Egli sa che il piccolo gesto genererà un grande gesto. Si dedica a fare quello che è in suo potere e si rende conto che può fare anche quello che non è in suo potere.

Tuttavia, continua a comportarsi come se la grandezza che scaturisce dai suoi piccoli gesti fosse un puro caso. La osserva e ne prende atto.

“Il compimento esterno dovrà prodursi come da solo, senza che la riflessione lo guidi e lo controlli”.

Si occupa di processi che vanno oltre l’intelletto

Il maestro si occupa spesso di piccoli dettagli, inezie. Su quelle piccole cose irrilevanti, a volte si arrabbia. Delle grandi cose, invece, non si occupa. Anzi, cerca di mantenersi ignorante.

“Si tratta quindi di processi a cui l’intelletto non arriva”.

NOTA: PER CHI NON TROVA UN MAESTRO

Un antico detto recita “Quando l’allievo è pronto, il maestro appare”.

A volte noi siamo già maestri, ma non ce ne rendiamo conto.
È questo il motivo per cui il maestro non appare.

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