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La vita? Una marmellata di lotta, fortuna e bellezza

La vita? Una marmellata di lotta, fortuna e bellezza

Enrico Chiari

Cosa mi avevi chiesto? Ah sì, perché è così faticoso trovare la propria verità.

Categoria: domandine semplici.

Ok allora, prima di tutto, secondo me noi decidiamo.

Verbo potentissimo, se riusciamo a mantenere le redini.

Noi decidiamo. Diverse cose. A volte, di voler trovare la nostra personale verità.

E lì ci incamminiamo.

Acqua, cibo, vestiti di cambio, portafogli, smartphone. Dentro lo zaino. Poi zaino in spalla. E via.

Questo è già un punto di partenza affascinante.

Il gesto atletico di chi cerca

No, aspetta, io non ho detto ‘capiamo’. Ho detto ‘decidiamo’.

Il gesto atletico delle due azioni è molto diverso.

Quando l’abbiamo deciso non lo so. Non ce ne accorgiamo neanche, penso.

Magari a te sarà successo una settimana fa, mentre eri in fila alle Poste.

Oppure ieri, quando quell’acquazzone ti ha ridotto come un pulcino fradicio.

Magari l’hai deciso stamattina.

Sì magari l’hai deciso oggi, prima di venire qui e inciampare casualmente su questo post.

(“casualmente” va tra virgolette, perché… vabbè è una storia lunga).


Insomma, noi non lo sappiamo nei minimi dettagli. E non dobbiamo saperlo per forza.

Fatto sta che ci svegliamo e decidiamo che esiste la nostra verità.

Vogliamo trovarla? Bene. Non sappiamo come cercarla? Ovvio.

Ovvio perché se no che gusto ci sarebbe a trovarla fuori di casa.

Se hai figli o nipoti, prova a chiedere loro che gusto ci sarebbe? Mi sa che vorranno sentire una storia più avventurosa…

Riuscire a vedere la luce

Prendiamola così: vogliamo partire per un viaggio. Il viaggio può essere stupendo. Mal che vada, sarà entusiasmante. Alla peggio, indimenticabile.

No, però adesso non fraintendermi. Non sto volteggiando con parole addolcite per scrivere un post fuffoso.

Guarda che mica ci arrivano tutti, eh. Mica ci arrivano tutti dove siamo io e te adesso.

Non tutti sono John Belushi!

Non l’hai afferrata? Era una citazione…

Voglio dire che non tutti riescono a vedere la luce. Cioè l’illuminazione.

A sentire la vocazione. Cioè la chiamata dal futuro.

Quel risveglio che si manifesta sotto forma di immagine o suono e che ti dice: vai!

Un senso da ‘pane e salame’

Se il nostro cammino non fosse faticoso, impegnativo, sorprendente, imprevedibile, quale sarebbe la ragione di un viaggio per cui ci hanno dato un biglietto gratis?

Che senso avrebbe questo viaggio, al netto di cibo, sonno, sesso, soddisfazioni, gioie, dolori, feste, matrimoni, pianti, abbracci e un po’ di limoncello dopo cena?

E allora a me non va più di parlare di verità.

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Posso parlare ‘pane e salame’? Per i vegani, posso parlare ‘pane, olio e pomodorini’?

Con quello zaino in spalla, cerchiamo il senso. Che da qualche parte c’è (e lo sappiamo).

Con quello zaino in spalla, proviamo a ricordarci come ci siamo arrivati fin qui (che sembra impossibile, ma lo sappiamo).

Guardiamoci in faccia io e te. E rendiamoci conto che stiamo parlando di vita. Che abbiamo il coraggio di parlare di vita (e di morte).

Lotta, fortuna e bellezza

Anche se a noi piace definirci, ad ogni latitudine e ad ogni colore di pelle ci hanno già definiti.

‘Artefici’. Esclusivi artefici del cammino.

Fondatori, esploratori, registi, cronisti.

Della vita.

Che purtroppo non è una tavola imbandita di prelibatezze. Non lo è affatto.

Qui c’è da masticare fango e digerire ingiustizie. C’è da farsi domande e non trovare le risposte giuste. C’è da complicare le cose, perché la semplicità non si adatta a noi.

E a volte c’è da piangere di nascosto.

Mi sembra un quadro astratto dove, a volte, neanche da pittori ci capiamo granché.

Mi sembra una marmellata di lotta, fortuna e bellezza.

Ma noi abbiamo quello che ci basta: il tempo per cercare la nostra verità.

Sì… cioè… il nostro senso.

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