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63. Uccidere

63. Uccidere

uccidere

Uccidere.

– A sentire il celebre maestro Gasan, noi siamo dei pericolosi assassini.
– Perché?
– Perché ammazziamo il tempo e dilapidiamo le nostre ricchezze. E secondo i suoi preziosi insegnamenti, l’uomo che non uccide non è solo colui che non toglie la vita a umani, animali e insetti. È anche quello che non ammazza il tempo, è quello che non distrugge il benessere, né l’economia del proprio paese. Non predicherebbe nemmeno, se non fosse illuminato, altrimenti ucciderebbe la Dottrina stessa.
– Ma noi il tempo lo inganniamo. Quindi, al massimo, siamo dei furfanti. E la nostra ricchezza la elargiamo a chi ne ha più bisogno di noi. Da ciò ne risulta che siamo uomini molto generosi.
– Ma furfanti.
– Qualche difetto dobbiamo pure averlo, no? Vorrei chiedere a questo Gasan se esiste un uomo così come lo disegna. Cos’è, lui non ha mai sprecato un solo attimo o ucciso una zanzara?
– Magari quando era bambino.
– Uccideva zanzare? A me da bambino facevano tenerezza pure loro.
– No, ammazzava il tempo.
– Ah. Ma un bambino non spreca mica le giornate. Le vive.
– E allora che Gasan si preoccupi meno di chi uccide e pensi di più a vivere. Che predichi meno su ciò che non va fatto e faccia di più. Non ucciderò oltre questa serata, pensando ai suoi raffinati insegnamenti!

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