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87. Il discepolo

87. Il discepolo

Fabio Martinez

Il discepolo.

– Il mio signore vuole assolutamente incontrarvi e conoscere la vostra arte.
– Non ho nulla da mostrare.
– Vi prego. Mi è stato ordinato di non fare ritorno fino a quando non vi avrei trovato e convinto a tornare con me. Sono mesi che vago alla vostra ricerca.
– Perché un uomo tanto potente come il vostro signore è così interessato a parlare con un vagabondo senza dimora come me?
– Per la vostra reputazione: ovunque si parla di un uomo imbattibile e dal corpo che sembra fatto d’aria. Ogni maestro di spada che ha provato a sfidarvi giura che la sua katana vi ha attraversato come se non foste lì. Per favore, ditemi almeno: siete uno spirito, un demone o possedete davvero un’arte così formidabile?
– Ho solo avuto un maestro molto severo.
– Chi? È ancora in vita?
– È il Silenzio.
– …
– Mi ha accompagnato per tutta la vita, facendosi più vicino quando più agognavo una parola di conforto, d’amore.
– Intendete la solitudine?
– No, intendo il Silenzio. Questo ha inghiottito ogni persona che amavo. È un maestro le cui azioni non lasciano appiglio, dal quale è impossibile difendersi. Dapprima lo fuggivo. Poi ho imparato ad accettarlo, infine a seguirlo.
– Come?
– Quando si alza il vento, mi lascio trasportare.

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