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Granelli Zen

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Fabio Martinez è scrittore, sceneggiatore e storyteller. Ha creato un format che lo contraddistingue, i #dialoghidimpresa: dialoghi autonomi, per lo più brevi e che non si esauriscono svolgendo la loro funzione pubblicitaria, restando capaci di durare nel tempo e nello spazio. Possono essere tra due o più persone, tra un essere umano e un animale, un robot, il vento o qualunque altro interlocutore immaginabile. Possono raccontare e parlare di tutto anche dello Zen. D’altronde, il nostro modo di pensare, di ragionare non è un dialogare con noi stessi? Tutta la nostra realtà non è forse un dialogo costante?


[interludio uno] Abbiamo case di cemento armato

La vita è fatta di cicli: dalla semina al raccolto del grano passano 9 mesi; la Luna compie una rivoluzione attorno alla Terra in 27 giorni, 7 ore, 43 minuti e 11 secondi; un pitone digerisce un topo in 132 ore; un sabato ogni sei, i racconti Zen di Fabio Martinez diventano interludi, sempre gustosi e ugualmente graffianti.

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64. La pena di Kasan

– Restate calma, altrimenti vi punge. – Ma è enorme! – Non fuggite in quel modo! – Che cosa ridete? Vorrei vedere voi al mio posto. Non si può stare tranquilli nemmeno nel proprio giardino. – No, direi proprio di no. – Perché lo dite con quell’aria tanto malinconica? – Ieri ho servito il tè Read More

63. Uccidere

– A sentire il celebre maestro Gasan, noi siamo dei pericolosi assassini. – Perché? – Perché ammazziamo il tempo e dilapidiamo le nostre ricchezze. E secondo i suoi preziosi insegnamenti, l’uomo che non uccide non è solo colui che non toglie la vita a umani, animali e insetti. È anche quello che non ammazza il Read More

62. Nelle mani del Destino

– Non vergognatevi delle vostre cicatrici. La nostra più grande innocenza si nasconde tra le pieghe delle nostre ferite. Lì la nostra dolcezza, la nostra bellezza, – Sono parole inaspettate, dette da un signore della guerra. – Io mi definirei signore della menzogna, piuttosto. Tramite un inganno, ho convinto a gettarsi in guerra un esercito Read More

61. Gudo e l’Imperatore

– Quando il maestro Gudo era in vita, gli permettevate anche di indossare il cappello dentro il Palazzo. Quando, ormai anziano, si addormentava, voi cambiavate stanza per non disturbarlo. Sembrava lui il vero Imperatore. E ora non assistete nemmeno ai suoi funerali! – Un giorno gli chiesi dove va un uomo illuminato, una volta morto, Read More

60. La galleria

– Questo luogo delude, – Direi tutt’altro. – Tu eri venuto qui con l’intenzione di uccidermi e ora mi chiami maestro. – Da quant’è che scavo questa galleria insieme a te? Più di un anno. So quello che dico. – Non mi riferisco a questo. Io ero venuto qui con l’intento di mondare il mio Read More