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Cosa ho capito della vita giocando a Tetris (oltre vent’anni dopo)

Cosa ho capito della vita giocando a Tetris (oltre vent’anni dopo)

Davide Cardile

Che ci si creda o no, Tetris insegna della vita più di mille guide e molto più di tanti consigli ricevuti gratuitamente e che non ti serviranno a niente.

Ci pensavo l’altro giorno quando per sbaglio ho visto giocarci mio figlio (7 anni) sul mio smartphone. E quando chiaramente ci ho voluto giocare anche io.

Che gioco pazzesco che è Tetris, che gioco pazzesco che è la vita. E quante cose hanno in comune.

1) La vita è risolvere problemi e potrebbe piacerti

Quando inizi a giocare a Tetris iniziano i problemi. Scendono pezzi di varie forme e tutto pare essere pensato per farti sbagliare e perdere. Succede anche nella vita e come nella vita la cosa assurda, e bellissima, è che potrebbe persino piacerti. Solo che se non ci giochi e guardi tutto da fuori ti sembra una cosa folle. Ok, in parte lo è.

2) Non ottieni sempre ciò che vuoi

Ci sono 7 forme che cadono nel gioco, il mio preferito è il cubo perché quasi sempre è quello che ci vuole. Altre volte ti servirebbe un bastone per impilarlo in un angolo vuoto che si è creato. Però non cade sempre quello che vuoi, che ti aspetti o ti servirebbe. Come nella vita, il segreto è fare ciò che puoi con ciò che hai. O come si dice “Se la vita ti offre limoni fai una limonata”.

3) Non sei stupido o un fallito

Giocando a vent’anni o più di distanza mi sono sentito un perfetto imbranato. Per fortuna ricordavo due cose: anche le prime volte che giocavo ero un imbranato, in seguito diventai piuttosto bravo. Perché come in tutte le cose si tratta di pratica e non è quasi mai una questione personale. Non sei stupido, o scarso o un fallito. C’è solo da avere pazienza e giocare. Tutti quelli bravi che conosco hanno fatto così.

4) Il tempo è prezioso, il tempismo di più

In molti giochi si tratta di fare le cose in un tempo minore. Anche in Tetris ma soprattutto si tratta di farle al tempo giusto. Come nella vita è questione di prendere la scelta giusta al momento giusto. Puoi anche aspettare se è l’unica cosa da fare, puoi anche perdere tempo se serve e puoi anche sbagliare un colpo. L’importante è essere pronti quando è il momento giusto.

5) La speranza aiuta

Ci sono momenti dove guardi lo schermo e non vedi via d’uscita. I pezzi precipitano veloci e sono sempre quelli che non ti servirebbero e non sai dove mettere. Pare sia tutto finito, sembra che hai perso. In questi casi l’unica cosa da fare è avere fede, sperare. Spesso succede qualcosa di meraviglioso e te la cavi alla grande.

6) Fare qualcosa è meglio che non fare nulla

La fede aiuta ma non basta. Quando ti trovi in una situazione complicata, e succede spessissimo, devi fare qualcosa. Improvvisare o anche fare la cazzata più grande di sempre. Perché nel Tetris come nella vita la cosa peggiore è non fare nulla.

7) Incastrare i pezzi è lo scopo

Mentre giocavo mio figlio mi ha chiesto se l’obiettivo fosse fare una pila più alta. No, non è questo l’obiettivo. Lo scopo è incastrare i pezzi. Come nella vita dove non conta avere di più ma cercare di unire i puntini, o almeno provarci.

8) Complicato non significa peggiore

Quando superi un livello, la difficoltà aumenta. I pezzi scendono ancora più veloci. Questo mi ricorda che complicato non significa peggiore e che se la difficoltà aumenta potrebbe essere semplicemente che tu stia giocando a un livello superiore. E sinceramente giocare sempre a ciò che sai fare o senza insidie alla fine stanca…

9) Ignora la musica, impara a giocare con la musica

Quando ti avvicini alla parte superiore, quando hai sbagliato qualcosa, la musica diventa tachicardica. Sembra che i pezzi stiano andando sempre più veloce. In realtà non è vero: è un’illusione. È la pressione. Ed è ciò che bisogna imparare a ignorare e controllare.

10) Una cosa sola

Come disse Curly, in “Scappo dalla città”, il segreto è questo! (nella scena del film mostrava un dito).

“Una cosa. Soltanto una cosa. Tu tienila stretta e tutto il resto può anche andare a puttane.”

Se giochi a Tetris lo capisci benissimo. Non puoi giocare e guardare le notifiche o pensare al tizio che andava a scuola con te e adesso pare girargli tutto bene. Non puoi guardare le notifiche. Non puoi essere multitasking o “multiscopo”. O giochi e basta o perdi in un secondo.

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Sarò anche fanatico ma penso sia il segreto della vita, proprio come diceva Curly.

11) C’è sempre qualcuno che dice di essere più bravo quando tocca a te

Mentre giocavo si è avvicinata mia moglie e poi un mio amico. Entrambi avevano splendide teorie su come avrei dovuto ruotare i pezzi per farli incastrare. Che cosa splendida e buffa è il Tetris, e la vita: “ci saranno sempre degli eschimesi pronti a dettare le norme su come devono comportarsi gli abitanti del Congo durante la calura”.

12) La vittoria è qualcosa di diverso da ciò che si può pensare

Alla fine c’è questo, ciò che conta di più: come si vince?

Questa domanda non mi è venuta spontaneamente, me l’ha chiesto mio figlio e mi sono dovuto documentare.

La domanda “è possibile giocare per sempre?” è stato incontrata per la prima volta in una tesi di John Brzustowski nel 1992. La conclusione raggiunta è stata che il gioco è statisticamente destinato alla fine.

Come la vita d’altronde.

La morale è che quando perdi devi essere soddisfatto perché hai giocato. Quando giochi te la devi godere.

Anche quando i pezzi sono quelli sbagliati, anche con la musichetta alta che ti fa battere più forte il cuore. Anche quando gli altri ti dicono cosa dovevi fare e ti fanno capire che sono più bravi di te.

Godersela.

E poi, tutto il resto può anche andare a puttane. Come dice Curly, come insegna Tetris.

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