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La foto del CV

La foto del CV

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Delitto di faccia

In alcuni Paesi, è illegale chiedere una foto del(la) candidat*. Finiti i tempi della segretaria “poliglotta e di bell’aspetto”: una foto può rivelare l’età, la forma fisica, la razza, le peculiarità (i capelli tinti di blu, il piercing al sopracciglio).
Alcuni datori di lavoro, è possibile, utilizzeranno anche questo criterio per selezionare le persone che vogliono incontrare. Altri, invece, come me, apprezzeranno una foto recente e verosimile per ricordarsi meglio della persona e per fare mente locale, dopo l’eventuale colloquio.
Insomma, si ricorda più facilmente un viso che un nome, di solito.

Foto che sì foto che no

In generale, consiglio di mettere la propria foto: non abbiate nulla da nascondere. O meglio, nascondete ciò che non è il caso di mostrare: il bikini, ad esempio.
Vedo decine di CV con foto da spiaggia. Eh no, dai. O con delle pose da selfie su Snapchat: le ragazze, tutte ammiccanti; i ragazzi, tutti tenebrosi.
Non esagerate con i filtri, non lisciatevi le rughe, non allungatevi il volto e per favore: non cerchiate la vostra faccia in mezzo a un gruppo di amici, ad una cena annaffiata di vino, con bottiglie e bicchieri ben in vista (sì, ho visto anche questo).

Che tipo di foto?

La foto deve essere recente. Ma veramente: non recente del genere prima della gravidanza o recente genere prima della calvizia. Non fa buona impressione presentarsi in un modo e rappresentarsi in un altro.
Una foto sobria e sorridente veicola sempre un’immagine di serietà. Quello che potete fare, è evitare la flashata frontale, girando leggermente le spalle o il viso.
Secondo certi studi, inoltre, gli occhiali contribuiscono a dare un’idea di intelligenza: per cui se li portate, non toglieteli per l’occasione. Ma questo vale per tutto, anche per i piercing: insomma, siate voi stess*
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