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Grazie (tuo nome), ma la tua principessa è in un altro castello

Grazie (tuo nome), ma la tua principessa è in un altro castello

Davide Cardile

Ho provato a battere il cattivo più e più volte. Sono letteralmente impazzito cercando di capire come riuscire a mandarlo al tappeto. C’ero, c’ero quasi ogni volta.

Poi qualcosa andava storto.
Un dettaglio, una frazione di secondo, un colpo che bisognava vederlo alla moviola e scattava quella musichetta del game over. Avevo quasi sempre un’altra vita ma ho messo a dura prova la mia pazienza. Più di una volta ho rischiato di mandare in frantumi il televisore.
Ma la cosa più svilente è stata riuscirsi. Vincere ed accorgersi che non hai vinto nulla.

Mi spiace Mario ma la tua principessa è in un altro castello. Grrrr…

Sono passati molti anni, ed ho spesso ripensato a quella scena, a quei pomeriggi su una sedia contro creature strane ed in cerca di superpoteri. Sinceramente? Mi mancano quei pomeriggi.
Devo essere davvero sincero? Per tutta la mia vita non ho fatto che quel gioco, anche se non c’era più la sedia posta davanti al televisore, non c’era più il filo che non ti permetteva di allontanarti troppo. Non c’era più la console e sembra non ci fosse più nemmeno il gioco.
Eppure, in quasi tutto ciò che ho fatto e continuo a fare ci sono sempre gli stessi ingredienti, le stesse scelte da prendere.

I soldi
Da bambino andavo veloce e non mi preoccupavo di raccogliere tutte le monetine. Poi ho capito che averne ti dava alcuni vantaggi, come avere una vita in più. Ed ho iniziato a fare attenzione. Ripetevo alcuni livelli solo per qualche monetina e solo per il gusto di combattere avendo sempre un’altra chance.

Le droghe
È una cosa perversa ma Mario si riempie di funghi ed altre cose strane. A volte deve, a volte vuole. Come noi. Di sicuro come me.
Fuori dal gioco ho bisogno di fumare diverse sigarette prima di svegliarmi completamente, se sto scrivendo o se sono alle prese con un cliente importante.
Altre volte ho solo voglia di una birra per allentare la tensione. Oppure si tratta di like, dell’approvazione del mondo intorno o di una pacca sulle spalle.
In generale abbiamo sempre bisogno di un aiuto.

Essere una stella
Ci sono momenti in cui ti senti invincibile. Vai volontariamente incontro agli ostacoli. Mi succedeva quando prendevo una stella nel gioco, mi succede ancora oggi. La cosa paradossale della storia è che ogni tanto non sei più invincibile ma vinci uguale.
Ogni tanto finiva la stella ma ero così determinato da filare liscio. Succede anche oggi.
Oppure ci pensi così tanto (alla mancanza della stella) da sentirti insicuro in tutto ciò che fai.

La forza delle debolezze
Di questi tempi bisognerebbe giocare di più a Mario. Tutti gli altri sono più grossi ed organizzati di te. Il tuo concorrente è Amazon o Zara o Starbucks. Però come nel gioco, certe cose riescono meglio a quelli piccoli.

Le scorciatoie
Una lezione triste: quando la sfida sembra impossibile puoi sempre aggirare l’ostacolo. Puoi infilarti nel tubo o passare sotto al drago che spura fuoco. O a quei cazzo di esserini che ti lanciavano martelli come non ci fosse un domani.
Purtroppo è vero anche nella vita ma con il tempo ti rendi conto che non ne vale la pena.

La principessa sbagliata

La nostra principessa è in un altro castello…

E poi c’è quel momento in cui arrivi a destinazione e ti rendi conto che tutto ciò per il quale hai rischiato e lottato non vale niente, o non era ciò che volevi davvero.
Qui puoi lanciare il telecomando o andare avanti. E fartelo persino piacere.
Questa è la scena che preferisco. Quando ti dicono che la tua principessa è in un altro castello.

E pensandoci bene, questo è il nostro mondo. Il mondo digitale, la crisi, il nuovo mercato. Chissà la vita!
Per la maggior parte delle persone, oggi ci sono meno soldi e più problemi. Da una parte sembra che possiamo fare tutto, dall’altra che non ci riesca niente e sia tutto così complicato. E precario!

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Si nasce o si diventa?

Ti sei laureato > ma non c’è lavoro
Hai finalmente ottenuto un lavoro a tempo indeterminato > ma non c’è più niente di indeterminato
Hai scritto un libro senza aspettare l’editore che ti dia il permesso > ma adesso tocca venderlo
Hai fatto un blog, un sito > ma è solo l’inizio
Hai trovato la tua storia > ma ora devi andare in giro a raccontarla
Stai leggendo queste righe > ed ora?

Come si gioca nel nuovo mercato (e nel nuovo mondo)?

Che la vita sia un continuo divenire, panta rei, è roba vecchia. Però la nostra generazione (inteso come chi vive oggi) ha più diritto e consapevolezza della continua corsa.
Ogni vittoria sembra meno incisiva di 20 o 30 anni fa. Ogni conquista è semplicemente un passo avanti.

Il modo per vincere nel nuovo mercato è probabilmente avere pochi obiettivi, o poco rigidi, e godersi il gioco.
Andare piano, guardarsi intorno, raccogliere le monetine ma entusiasmarsi pure a rompere qualche mattoncino inutile. Accettarsi piccoli e grandi, deboli e forti.

Entusiasmarsi perché siamo ancora in gioco. Ogni giorno. Nonostante tutto.

La nostra principessa è in un altro castello? Chissenefrega.
A noi ci interessa giocare.
Essere in gioco, ogni giorno.

Ti- ti –t i tiitti- ti…

 

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