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65. Le domande di un fantasma

65. Le domande di un fantasma

Fabio Martinez
mare

Le domande di un fantasma.

– E come, come posso dimenticarti? Se esiste un solo modo, ti prego, dimmelo.
– Lo chiedi a me?
– Non so più a chi rivolgermi. Per non pensare più, per non pensarti più, siedo costantemente in meditazione ma la mia mente torna sempre a te, alla pelle così fresca del tuo viso,
– Perché credi che questo sia un male?
– Perché sto letteralmente impazzendo, perché ogni notte mi addormento sperando di non svegliarmi più. Che cos’è, se non follia?
– E mediti per dimenticarmi, quando per tutta la tua vita non hai fatto che insegnare a meditare, a vivere senza intenzioni.
– …
– È questo lo Zen, dimenticare? Io credevo fosse semplicemente essere umani, essere se stessi.
– Essere me stesso?! Cosa sono allora, un uomo che ha perso la propria compagna di vita, che non riesce ad accettare neanche per un solo istante la sua morte, un uomo che chiede ogni notte al mare di portargli almeno la sua voce? È questo quello che sono? Tu non chiameresti folle, un uomo del genere?!
– Io lo chiamerei un uomo, niente di più.
– E non voglio più esserlo, non voglio più essere nulla,
– Vieni ogni notte qui ma non hai mai notato la vera voce del mare? Un’onda viene, un’onda va. Proprio come il tuo respiro. Un’onda porta la mia voce e un attimo dopo se la riprende. Ti prego, non dimenticarmi. Continua a fare quello che hai sempre fatto, continua ad amarmi, quando vengo e quando vado.

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