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F come Formazione

F come Formazione

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Una delle componenti fondamentali della carriera professionale di ognuno di noi è senza ombra di dubbio la formazione ricevuta, sia quella stimolata che imposta. La formazione è l’opportunità di mutare lo stato delle cose. Se non razionalmente o concretamente almeno spiritualmente, personalmente. La formazione muta la nostra sfera intellettiva, ci prepara alla conoscenza di nuove cose, nuovi modi di dare forma al mondo.

Ma anche dare forma al nostro io, alla nostra conoscenza, alla nostra abilità nel fare le cose. Formarci prende proprio il significato letterale del termine: plasmarci, modellarci, darci una forma nuova, cambiare.

«Se si è imparato ad imparare allora si è fatti per imparare.»
Maria Montessori

Il cambiamento non è altro che un’azione data da una nuova consapevolezza della mia situazione, del mio essere. Si cambia perché si è appreso qualcosa, per urgenza e per naturale sviluppo del processo.  Ma è vero anche il contrario, quando un cambiamento è obbligato, ineludibile, necessario la sola azione da intraprendere è il farci delle domande, mettersi in gioco, rivedere la nostra vita e le nostre scelte, che equivale a formarsi.  Quindi cambiare per crescere o crescere per cambiare.

Una vera e concreta formazione lunga tutta una vita, il famoso lifelong learning, è indispensabile per trasformare il semplice lavoro in una carriera, e la carriera diventa tale solo se si fa sinonimo di continuo sviluppo personale e professionale.

Nella società contemporanea il bisogno di formazione si mischia al desiderio di crescere, ma anche all’esigenza di essere sempre in linea con quanto ci chiede il nostro lavoro, con la nostra posizione e ruolo.

In un mondo del lavoro in continua evoluzione ci è richiesto di imparare per restare al passo, per affrontare le innovazioni e le riorganizzazioni aziendali in presenza di intelligenze artificiali.

Quello in cui credo però è che non si impara perché qualcuno te lo chiede ma per sé. Se vuoi non lo devi fare neppure per crescere, ma per piacere. Formarsi deve diventare un’abitudine quotidiana come farsi la barba, mangiare, o portare a spasso il cane.

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A volte basta veramente poco, una lettura di un post sul blog o la rivista preferita, l’ascolto di un podcast, o la partecipazione a un evento nella tua città o addirittura online tramite un webinar.

La formazione è sì anche quella dei libri di testo, dei grandi sermoni nelle conferenze, dei professoroni accademici ma è anche e soprattutto relazione con l’altro e con il tuo lavoro. Il modo in cui ti applichi, il modo in cui ti poni gli obiettivi , come valuti successi e insuccessi, è alla base di una crescita professionale dove impari da ciò che hai realizzato ma soprattutto da ciò che ti è venuto male.

Come è possibile quindi evitare di imparare e allo stesso tempo lavorare?

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