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Se questa pandemia non finisse…

Se questa pandemia non finisse…

  • Cos'è la "normalità"?
  • Voglia di "normalità" e voglia di "cambiamento"
Prigionieri

Hai perso i contatti con il fluire del tempo.

Questa pandemia, l’isolamento, ti hanno lasciato addosso un senso di frastornamento.

Sai che c’è stato un prima, ci sarà un dopo, ma ti senti in trappola nell’ora, nel durante.

Ogni giorno si allunga la lista di amiche ed amici che mi confidano questo senso di smarrimento, questa difficoltà ad agire, a pianificare.

Non è così per ogni persona, forse, perché c’è ancora chi è al lavoro, un lavoro essenziale o definito tale.

Per chi, invece, rientra nelle categorie “sospese”, autonomi, commercianti, artisti, l’emozione dominante è spesso questa interminabile attesa, attesa di un deus ex machina che rompa lo stallo, che dia il via alla “Fase 2”.

Ma quanto può durare? Quanto può durare questa attesa? Quanto a lungo possiamo tollerare questa sospensione della nostra navigazione, della nostra progettazione del Futuro, del nostro costruirci un lavoro, come direbbe il mio amico Priel?

E se questa pandemia non finisse?

Se questa reclusione diventasse permanente?

Se il nostro Futuro fosse Vivere nei Limiti?

Te lo sei mai chiesto?

Hai provato ad immaginare cosa cambierebbe?

Eravamo Liber* prima del “Nuovo Coronavirus”?

Sento tante persone dichiarare che questo virus, questa pandemia ci ha aperto gli occhi, che ci indica un cambiamento necessario, che nulla sarà più come prima, quando torneremo alla “normalità”.

Ma cos’è la “normalità”?

La “Vita di prima” è la “normalità”?

Se era la “normalità”, perché dovremmo cambiare?

Anche io sono rimasto paralizzato a lungo, ho acquietato la mia ansia cercando informazioni, cercando previsioni attendibili, cercando una data di scadenza a questa reclusione.

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Anch’io mi sono detto che questa esperienza è una cartina di tornasole, che nulla potrà tornare come prima: allora perché aspettavo che tornasse la “normalità” di prima?

Mi guardo attorno e mi costringo a non leggere, a non ascoltare solo quello che conferma ciò che penso, ciò che desidero; ascolto altre voci, dissonanti, che cercano un nemico su cui scaricare la responsabilità: sono tante.

Non illudiamoci: siamo le stesse persone che fino a qualche settimana fa si dividevano in pro e contro Salvini, in pro e contro Migranti, in pro e contro Euro. Le stesse. Con le stesse pulsioni. Con le stesse culture. Con le stesse visioni.

Perciò te lo chiedo ancora:

Cosa faresti se la pandemia non finisse?

Cosa faresti se alle divisioni di prima si aggiungesse questa separazione fisica forzata?

Cosa faresti per creare un “Mondo Migliore” da dietro queste “sbarre”?

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