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91. Il sapore della spada di Banzo

91. Il sapore della spada di Banzo

Fabio Martinez

Il sapore della spada di Banzo.

– Per un motivo o per un altro, non ho mai sentito in me la volontà o l’inclinazione di restare fedele a un solo maestro. Ho preferito sempre anche solo spiare come potevo le tecniche delle scuole dove riuscivo a essere accolto. Accettavo, se necessario, anche di fare semplicemente il servo.
– Eppure, prima mi avete detto che il vostro più grande insegnamento l’avete ricevuto da un maestro che non avete mai avuto la fortuna di incontrare. Com’è possibile?
– Mi riferisco alla storia di Banzo e Matajuro. Quest’ultimo servì il primo per tre anni senza mai poter nemmeno parlare di scherma. Infine, un giorno il maestro Banzo avanzò lentamente verso il suo allievo e, senza il minimo preavviso, lo colpì con una spada di legno. Da quel momento il povero Matajuro non ebbe un momento di pace: in qualsiasi istante avrebbe potuto essere colpito dal suo maestro. Io non ho mai avuto la fortuna di incontrare un uomo come Banzo ma, appena sentii questa storia, capii il motivo per il quale non riuscivo mai ad affezionarmi ad alcun maestro: semplicemente già ne avevo uno. Era e continua a essere la vita. In ogni istante essa può sorprendermi con la sua lama e solo risiedendo nel qui e ora posso evitare che essa mi attraversi da parte a parte.

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