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La pianta

La pianta

Silvia Colli

Io per dire, se c’è una cosa che mi esalta per davvero, è la pioggia.
Sarà perché mi butta addosso una malinconia che per dire ieri – che anche ieri è piovuto – sono stata presa dalla voglia di andare a comprarmi una piantina.
Quando sono partita da casa, mi sono detta Voglio prendermi una piantina però deve essere una piantina che costa meno di 3 euro, che la malinconia deve essere coccolata a basso costo, se no diventa capriccio, e non va bene. E giravo nel vivaio, e la salvia non mi diceva nulla, e il rosmarino non mi diceva nulla, mi sono quasi lasciata convincere dal timo, ma il timo non so voi, il timo per me non è ancora abbastanza malinconico.
Poi ho visto le piante grasse.
E nel mezzo, tra tutte quelle spine, ho cominciato a sentirmi sollevata.
Ci siamo, mi sono detta, la pianta grassa è una buona soluzione.
Che la malinconia ci ha mica bisogno di essere seguita troppo, la malinconia si arrangia da sola.
Ce n’erano di belle, di piante grasse, fidatevi di me.
Ma ciò di cui sentivo realmente bisogno, era qualcosa di brutto, qualcosa che nessuno si sarebbe mai portato a casa, che giustamente uno dice Spendo i soldi mai più mi porto a casa una piantina bruttissima.

E cacciata là, in parte l’ho vista.
Era decisamente lei, quella che cercavo.
Un insieme di punti di domanda verdi, piantati in un vaso forse troppo stretto.
Il corpo sottile, ma non troppo, certo non tozzo quanto la testa.  Immaginate dei vermiciattoli, non è l’immagine giusta ma è la prima che mi viene in mente.
Senza spine però. Non che i vermi o i punti di domanda abbiano le spine, ma dal momento che ho parlato di pianta grassa, credo sia automatico pensare che ne fosse fornita.

I punti di domanda, i vermicelli, chiamateli come volete, sono completamente lisci, robusti, e le teste, sembrano delle bocche, e le bocche all’interno sono come posso dire, pelose.

Però sbagliate se pensate a qualcosa di rigoglioso.
C’è da pensare il contrario.
Non è che uno vede questa piantina e dice Va’ è sbocciata la primavera.
No per niente signori, siete lontani.
Uno se la vede pensa più che altro a una stanza chiusa.
Pensa alla luce debole che filtra dalle persiane, al cielo terso dietro ai vetri delle finestre, alla polvere sui mobili, all’aria pesante che ruba ossigeno ai vivi, a quella ragnatela che ogni volta vi promettete di togliere, ma domani.  
Pensa all’acqua rimasta nel bicchiere posato sul comodino da non si sa quando, alle pareti da dipingere ma domani, ai cassetti chiusi da tempo, alla camicia posata sulla sedia in bilico tra la lavatrice e l’indecisione d’indossarla un’ultima volta, agli occhiali da lettura messi in cavalletta sulle stanghette, a quella foto che è meglio rimanga appesa ma il più distante possibile.

Uno la vede e pensa a questo o a cose molto simili.

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Gatto zen

1Euro e 50 l’ho pagata.
Scontata.
Che era un po’ sul floscio se posso aggiungere questo.
Allora siccome mi ero prefissata di spendere 3 euro, gli ho preso un vaso.
Che a vederla, messa così com’era, mi venivano i calli sotto i piedi.

Il giorno poi, che poi è oggi, il cielo ha deciso di piovere.
Ancora.
Le ho cambiato le scarpe, le ho aggiunto la terra.
Le ho dato da bere ma senza invadenza, cullandola dal basso, riempiendole il sottovaso.
Poi l’ho messa là, su una mensola vicino alla finestra, per i fatti suoi che nessuno la disturbasse.
Piove e quelle teste meritano di godersi lo spettacolo, indipendentemente da qualsiasi cosa stia accadendo qua dentro.

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