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78. La vera prosperità

78. La vera prosperità

Fabio Martinez

La vera prosperità.

“Un padre muore, un figlio muore, un nipote muore.” Ci tramandiamo queste parole di generazione in generazione. Ma sono la prima donna della nostra famiglia che piange la propria figlia?
– …
– Rispondimi.
– No.
– No. Non lo sono. E non lo fu nemmeno mia madre. Questo è il giorno in cui quelle parole verranno cancellate.

– Vuoi portare sconforto e disgrazia nei cuori di tutti noi?
– Questa è una famiglia fatta di soli uomini?
– No.
– Sareste in grado di tramandare il nostro nome senza donne?
– No.

– Questo è il giorno in cui quelle parole verranno cancellate. Per sempre. Mai più nessuno di noi le pronuncerà. Dovranno essere dimenticate. Calpestate, bruciate e sale vi verrà gettato sopra.

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– Sei arrabbiata.
– Sì. Lo sono. È morta tua figlia, tu non lo sei?
– Sono triste, sono addolorato, sono a pezzi ma non arrabbiato.
– Perché questo, la morte di una figlia, non va contro quanto ci siamo sempre aspettati. Non resterà più nulla di quelle parole. Nemmeno il ricordo.
– E cosa, cosa scriveremo al posto loro?
– Niente.

– Sengai, colui che le aveva scritte, aveva parlato del naturale corso della vita. Potremmo sostituirle con “Il naturale corso delle cose”.
– No.
– Perché no?!
– Perché nessuno conosce il naturale corso dell’esistenza. Tutto è come viene. Tutto è come va. E non serve a nulla che venga scritto. A cosa dovrebbe servire?

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