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L’analfabeta funzionale: un problema da affrontare

L’analfabeta funzionale: un problema da affrontare

  • L'analfabetismo funzionale ha importanti ricadute sociali
  • Il 73% dei giovani maschi italiani tra i 16 e i 24 anni fa fatica a comprendere il testo che sta leggendo
  • La cultura del libro e la lettura possono migliorare la situazione
Analfabeta funziona: la lettura è un rimedio

Negli ultimi mesi mi sono appassionato di andragogia.
Non è una rara malattia o un (altro) nuovo virus, ma è semplicemente il termine che si usa per definire l’Educazione degli adulti.

È un tema decisamente vasto che offre moltissimi spunti. In sintesi, lo si può riassumere come lo studio della vita educativa delle persone riconosciute fisicamente, mentalmente e giuridicamente come adulte. 

Uno degli aspetti più sensibili che può essere ricondotto a questa disciplina è l’analfabetismo funzionale

Come si definisce un analfabeta funzionale?

Con analfabeta funzionale si indica una persona che non ha le competenze per collegare e recepire informazioni da un testo appena letto e non è in grado di fare delle proprie deduzioni sullo stesso.

Non si tratta quindi di un analfabeta tradizionale o strumentale (che non ha mai imparato a leggere e scrivere). Non rientra neppure nella casistica dell’analfabestismo di ritorno, ovvero il fenomeno che porta le persone a perdere la capacità di scrivere o di leggere col passare del tempo.

L’analfabeta funzionale trova invece difficoltà nell’uso quotidiano della tecnologia e non riesce a destreggiarsi nemmeno all’interno di una semplice pagina web. Ad esempio può avere difficoltà a trovare un numero di telefono, nonostante ci sia la pagina “Contatti”. 

Le ricadute sociali

Oltre al fattore digitale, l’analfabeta funzionale è esposto a ostacoli di tipo economico / sociali, non essendo in grado di recepire e capire appieno ciò che legge. Tipicamente, la nostra quotidianità è piena di contratti, più o meno espliciti.
Questo può portare svantaggi nella propria occupazione lavorativa che potrebbe rimanere precaria senza possibilità di sviluppo. 

Il concetto di analfabetismo funzionale è spesso collegato al termine inglese Low Skilled in literacy. Con la parola literacy si intende l’utilizzo degli strumenti socio-culturali e tecnologici per poter accedere, gestire, integrare e saper costruire le proprie conoscenze in modo tale da essere più presenti e partecipi alla vita sociale. 

Insomma, un conto è saper leggere, un altro è capire cosa si legge e tirarne le conseguenze.

Sono numerose le ricerche e le notizie da parte di diversi enti sulla condizione italiana e sull’analfabetismo funzionale del proprio popolo. 

La situazione, purtroppo, non è per niente positiva.

I dati italiani

L’indagine Inapp (Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche) a cura di Simona Mineo e Manuela Amendola evidenzia che in Italia esiste una percentuale di Low Skilled che supera il 25% della popolazione nella fascia che va dai 16-65 anni (per la precisione 27,9%), contro una percentuale piuttosto esigua di High Skilled, che sono l’esatto opposto, del 3,3%. 

Di questa percentuale dobbiamo distinguere: 52,6% sono uomini mentre il 47,4% sono donne.

Importantissimo far notare quanto la fascia d’età che copre i 16-24 anni sia dominata dai maschi con un punteggio del 72,9%. 

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Lo stesso report mostra come non ci sia una reale omogeneità nella distribuzione di persone Low Skilled nelle regioni italiane: il sud e Nord-Ovest del paese detengono una percentuale molto alta che racchiude più del 60% del totale evidenziato prima.  

Uscendo dalle statistiche ma rimanendo nel discorso possiamo facilmente intuire che un analfabeta funzionale è una persona tanto emarginata quanto manipolabile.
Il problema principale è che non sa di non sapere, o semplicemente lo sa ma non si preoccupa di approfondire, e si affida al giudizio di chi ha vicino, sia nelle decisioni quotidiane quanto in quelle importanti, senza sana critica costruttiva o confronto. 

Un passo avanti: leggere

Se non c’è una conoscenza di quello che ci circonda non si avrà mai una piena consapevolezza della propria vita ma si verrà traghettati da diverse parti senza nemmeno sapere cosa si sta facendo. 

Il 72,6% dei Low Skilled è cresciuto in una famiglia dove erano presenti pochi libri (meno di 25). Questo significa che non si può dare la colpa unicamente all’istruzione scolastica. Si tratta in qualche modo di una scelta di vita imposta o decisa personalmente. Possiamo scegliere che tipo di adulto essere.

In un precedente articolo ho parlato di come la lettura sia il vero atto di ribellione di quest’epoca: aumentare la dose di pagine lette e diminuire i video dei gattini su Facebook (esistono ancora?) potrebbe essere un buon inizio.

Dobbiamo prendere l’abitudine di crescere e sviluppare quel senso critico che ci permette di essere cittadini attivi e non solamente numeri. 
A maggior ragione, se finiamo a far numero in statistiche poco gratificanti in qualità di analfabeti funzionali…

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Rhythm of the night, Corona.

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