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“Salviamo Salvini”: quando i libri sono la migliore risposta

“Salviamo Salvini”: quando i libri sono la migliore risposta

"Salviamo Salvini": un'iniziativa culturale

Viviamo in un periodo storico particolarmente carico di intolleranza per il nostro Paese, soprattutto verso ciò che appare “diverso” da noi o da quello che la società ritiene essere la “norma”. Diverso e norma, già di per sé ambigui come termini, tirano fuori dalle persone il massimo dell’astio quando si tocca il tema dell’immigrazione. In mezzo a tanto odio, però, c’è chi ha scelto di usare il dialogo per rimettere al centro l’importanza della cultura, unico vero strumento di inclusione per combattere la povertà morale di chi alza muri.

“Salviamo Salvini” è l’iniziativa dal basso che intende manifestare dissenso verso le attuali politiche nazionali in tema di migrazione e diritto d’asilo. L’obiettivo è quello di inviare al Ministro degli Interni quanti più libri possibili, selezionati da una lista ben precisa costituita da dieci titoli a tema. Un libro, attraverso questa sorta di campagna, diventa così un vero e proprio appello, un gesto simbolico, un’azione concreta di tolleranza e apertura oggi più che mai necessaria.

Quelli selezionati all’interno della lista sono libri diventati ormai messaggeri di solidarietà, di accoglienza, integrazione, rispetto dei diritti e di quel senso di umanità che non dovremmo mai perdere. Per questo ho deciso di intervistare Alessandra, una delle ideatrici di questa forma “di ribellione gentile”, per citare Saverio Tommasi.

Purpletude: Ciao Alessandra! Quando, a chi e come è nata l’idea di realizzare questo progetto?

Alessandra: “L’idea iniziale è stata mia. Da molto tempo sono iscritta ad Amnesty International e, nel tempo, ho firmato centinaia di appelli, credendo sempre fortemente nel potere di un piccolo gesto che, moltiplicato innumerevoli volte, produce effetti potenti. Firmare un appello mi dà la possibilità di fare qualcosa, di non sentirmi totalmente impotente di fronte a un problema. Ho pensato che fosse necessario dimostrare al Ministro Salvini che ci sono italiani e italiane che non condividono le sue idee e la sua politica e che non si sentono rappresentati da lui. Ho pensato anche, però, che una lettera, cartacea o virtuale, questa volta non sarebbe stata abbastanza efficace. Desideravo che l’appello a un governo più umano fosse visibile, che fosse qualcosa che occupa uno spazio e che non è facile ignorare. L’idea dei libi viene da qui. I libri selezionati contengono le verità che Salvini nega, propongono un’umanità alla quale non viene riconosciuto valore. I libri sono oggetti, pesano, si vedono, è molto più difficile nasconderli di quanto si possa fare con un foglio di carta o una firma online. Ho condiviso l’idea con un gruppo di amiche che sapevo sensibili alle stesse tematiche che mi appassionano. Insieme abbiamo creato la pagina Facebook e insieme, adesso, stiamo progettando un lancio vero e proprio dell’ iniziativa.”

P: Cosa pensi della situazione italiana riguardo all’immigrazione e all’accoglienza?

A: “Penso che l’immigrazione e l’accoglienza siano sempre state considerate come problemi da affrontare con paura. Non sono mai state viste come fenomeni da capire, da gestire, risorse possibili. Credo che all’Italia manchi la coerenza nell’applicazione dei valori costituzionali e che, per incoscienza o calcolata indifferenza, parecchi Governi abbiano tralasciato di promulgare leggi giuste e dovute, come quella sul diritto d’asilo. Con il termine immigrazione, infatti, si intendono categorie molto diverse tra loro, come appunto quella dei richiedenti asilo, che hanno diritto a considerazioni e strategie differenti. Credo che i governi, e questo più di tutti i precedenti, abbiano vigliaccamente rinunciato a progettare l’accoglienza. Hanno scelto vie molto più facili: la detenzione nei Centri di Accoglienza, la cecità di fronte allo sfruttamento e, infine, l’allontanamento in Libia, perché sia più facile fingere di non sapere. Questo governo, ha, in più, la responsabilità di avere deliberatamente fomentato la paura del diverso e il timore dell’invasione allo scopo di moltiplicare il consenso. Una scelta le cui conseguenze disastrose saranno evidenti nel prossimo futuro.”

P: Credi che l’attuale politica abbiamo incentivato il razzismo?

A: “Credo di sì. Sono convinta che le scelte del governo abbiano avuto sia concrete e drammatiche conseguenze sulla vita di molte persone, sia una ricaduta in termini di diseducazione di cui ci renderemo pienamente conto solo più avanti, guardando le generazioni future. Il linguaggio usato per identificare gli immigrati, la negazione di qualsiasi forma di compassione, lo sprezzo nei confronti di alcune categorie, l’uso di un linguaggio volgare, hanno, a mio parere, una terribile forza di educazione negativa. L’efficacia di questa educazione “al contrario” è tale che in breve tempo si è estesa non solo al mondo dell’immigrazione, ma è diventata la modalità di approccio ad ogni forma di diversità, ha inquinato la capacità di un vero dialogo tra le persone, ha negato bisogni di tolleranza e integrazione, ha sbeffeggiato l’empatia chiamandola buonismo.”

P: Perché hai scelto proprio i libri come mezzo e come forma di protesta?

A: “Abbiamo scelto i libri fondamentalmente perché li amiamo. Sono vivi, emozionano, ci fanno scoprire tanti tipi di verità, ci portano in viaggio, insegnano, stupiscono. Abbiamo deciso, in un certo senso, di “sacrificare” i libri per uno scopo importante. Ai dieci della lista è stato affidato il compito di mostrare la realtà e di ricordare che esiste un’istintiva capacità di essere umani e di distinguere senza incertezza tra il bene e il male. Infine, come detto sopra, i libri si vedono e occupano spazio.”

P:  Qual è al momento la risposta delle persone al progetto?

A: “Abbiamo notizie di persone pronte a spedire il libro che hanno scelto. Nella realtà, però, non c’è stata ancora una vera e propria partenza. In questi giorni stiamo preparando l’evento che segnerà l’inizio della prima ondata di spedizione, dal 25 aprile al 1° maggio. Non appena la comunicazione sarà pronta, cominceremo la diffusione.”

P:  Che importanza dai alla cultura per la lotta al razzismo?

A: “Un’importanza fondamentale. Penso alla cultura legata all’educazione, ad un’esperienza scolastica di valore. Avere una cultura significa essere desiderosi di conoscere il mondo e la storia. Significa apprezzare le risposte multiple piuttosto che quelle univoche, ricercando la propria verità, in maniera libera, diffidando di verità precostituite. Fa parte della formazione culturale essere educati al dibattito e al confronto con le idee altrui. Avere una cultura, a mio parere, significa essere capaci di decidere in piena libertà quale via scegliere, avendo la consapevolezza che tante sono le vie possibili. Vorrei aggiungere, però, infine, che già oggi è necessario puntare più in alto e che non è sufficiente un’educazione culturale. Diventa imprescindibile, per la costruzione del mondo futuro, progettare un’educazione con una prospettiva interculturale, che sia davvero adeguata ai tempi e alle possibilità di conoscenza e di scambio.”

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P:  Di tutti i dieci libri nella lista, qual è il tuo preferito e perché?

A: “Vorrei segnalarne due, anzi tre. Il primo è “Nel mare ci sono i coccodrilli – storia vera di Enejatollah Akbari” perché a questo libro è legato il ricordo di un’attività teatrale realizzata a scuola (sono un’insegnante).
Gli altri due sono i libri del dottor Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa. Ho incontrato il dottor Bartolo e non posso dimenticare il suo viso e le sue parole. La verità descritta nei suoi libri è intrisa di un nobile e innato senso di umanità, tale da rendere questo medico un gigante.”

Volete partecipare a “Salviamo Salvini”?

Scegliete uno o più dei seguenti libri:

1. LACRIME DI SALE – Pietro Bartolo e Lidia Tilotta – Mondadori
2. LE STELLE DI LAMPEDUSA – Pietro Bartolo – Mondadori
3. NAUFRAGHI SENZA VOLTO – Cristina Cattaneo – Raffaello Cortina
4. I DIRITTI ANNEGATI – i morti senza nome nel Mediterraneo – Marilisa D’amico e Cristina Cattaneo – Franco Angeli
5. LA FRONTIERA – Alessandro Leogrande – Feltrinelli
6. 5 COSE CHE TUTTI DOVREMMO SAPERE SULL’IMMIGRAZIONE E 1 DA FARE- Stefano Allievi – Laterza
7. IL MARE DI MEZZO – Gabriele Del Grande – Infinito
8. NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI storia vera di Enejatollah Akbari – Fabio Geda – Baldini & Castoldi
9. LA RIVA INVISIBILE DEL MARE – Salvatore Di Maggio – San Paolo
10. IO KHALED VENDO UOMINI E SONO INNOCENTE – Francesca Mannocchi – Einaudi

Mettete il libro o i libri in una busta senza aggiungere nessun tipo di messaggio, e spedite il tutto a:

Ministro Matteo Salvini
Ministero degli Interni
Piazza del Viminale 1
00184 Roma

Se poi volete, potete prima scattarvi una foto con il libro e pubblicarla sui social network per alimentare un pacifico passaparola a colpi di cultura!

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