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Anziani e tecnologia: chi l’ha detto che il digitale ostacola?

Anziani e tecnologia: chi l’ha detto che il digitale ostacola?

Matteo Maini
anziani e tecnologia

La velocità con cui si sviluppa il ventaglio tecnologico è altissima, per cui ci sono persone che non riescono a stare al passo in questa nuova società. È vero soprattutto per il binomio spesso poco felice anziani e tecnologia.

Come se non bastasse, abbiamo dovuto affrontare pure una pandemia mondiale che ha fatto capire quanto, in realtà, di tecnologia noi italiani/e siamo ben lontani/e dal raggiungere una discreta “indipendenza digitale”.

Digital Divide, è ancora qui, ancora lui.

Non dobbiamo dimenticare che siamo reduci dal grande “Digital divide” che caratterizza il nostro Bel Paese da diverso tempo e di cui ne stiamo pagando le spese in termini di innovazione.

Digital divide significa divisione tecnologica, sociale e culturale tra chi può permettersi (o vuole) interagire con internet e gli strumenti tecnologici e chi invece no.

Tra le persone che rientrano nel settore “in negativo” ci sono purtroppo molti anziani ed anziane che non hanno un contatto diretto con un computer, ma nemmeno smartphone e tablet, se non tramite il supporto, piuttosto fragile, di figli/e e nipoti.

È un dato di fatto, generazioni diverse che non comprendono (e alle volte non vogliono comprendere) quanto sviluppo e comodità può esserci nell’uso di un pc e degli altri dispositivi.

Per capire quanto effettivamente siamo ancora lontani dal raggiungere risultati positivi in tale ambito basta guardare il rapporto annuale DESI (Digital Economy and Society Index) del 2019, che colloca l’Italia all’ultimo posto nella categoria del “Capitale umano e competenze digitali”.

Esperienza sul campo

Sono ormai 10 anni che lavoro a stretto contatto con persone che intendono digitalizzarsi e seguono i miei corsi di informatica, principalmente in maniera frontale ma ora è molto richiesta l’alternativa “FAD” (Formazione a Distanza).

Nonostante ci sia ancora una certa prudenza nel buttarsi su un corso di computer, vedo che negli ultimi periodi il numero di persone curiose di imparare l’uso dell’elaboratore elettronico aumenta e non accenna a diminuire.

Nell’articolo “Informatica di base, un punto per la ripartenza” ho illustrato quali sono le necessità che avevamo – e abbiamo – proprio nel momento in cui eravamo nel Lockdown e, visto che ora ne siamo fuori (discotecari permettendo), non significa che imparare l’uso del pc non apporti grossi vantaggi.

I vantaggi dell’utilizzo della tecnologia

Di seguito, elenco quelle possibilità e lati positivi che tutti e tutte possono ottenere, a prescindere dall’età, se dovessero decidere di prendere in mano un computer e cominciare a “smanettare”:

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  1. Memoria: ebbene sì, un fattore estremamente sottovalutato – non a caso lo cito per primo – è proprio quello della memoria. L’utilizzo regolare del computer permette di accendere la memoria ed imparare diversi passaggi, procedimenti da memorizzare che saranno poi ripetuti ogni volta che si usa il pc; insomma vanno bene le parole crociate ma ogni tanto usate un computer.
  2. Servizi più facili: un luogo comune che gira ancora, soprattutto tra gli anziani, è che la tecnologia sia una serie di passaggi di difficile comprensione. Con lo sviluppo degli strumenti attualmente in commercio niente è più così difficile. Con una piccola dose di buona volontà i passaggi più importanti come creare una mail, cercare un indirizzo sulle mappe o registrarsi su un social sono diventati veloci e semplici per tutti e tutte.
  3. Servizi a portata di mano: una volta che si è preso dimestichezza con un computer, un device e con internet si rimarrà travolti dall’enorme ventaglio di servizi che la rete offre. Il Lockdown ha fatto conoscere a tantissime persone la spesa online con consegna direttamente a casa. Amazon è diventato, nel corso del tempo, il capostipite dei servizi a portata di mano, senza considerare la grande evoluzione avvenuta nei servizi digitali italiani come RAI, Trenitalia e tante altre piattaforme che sono ora a portata di click.
  4. Comunicazione con parenti: il servizio probabilmente più usato durante la quarantena che ha fatto capire a tanti e tante di noi l’enorme aiuto e sollievo che può creare una videochiamata in momenti delicati. Ricordiamoci che ci sono tanti servizi come Jitsi, che possono offrire ottime alternative ai soliti prodotti per la comunicazione e sono comodamente disponibili anche per Pc.
    (a questo proposito, non perdetevi l’articolo “Come WhatsApp può ancora emozionare” ed il bellissimo testo di Giulia Zennaro “Questa fotografa scatta ritratti incredibili via Skype“).

Cittadini digitali

E infine c’è l’ultimo ostacolo – che è anche un’opportunità: quello della tanto criticata Pubblica Amministrazione. A dire il vero, la PA si sta evolvendo velocemente per far fronte alla richiesta sempre più ampia di tecnologia da parte del popolo italiano e rendere tutti/e, anche e soprattutto gli anziani, capaci di contattare le istanze direttamente da casa, senza spostarsi.

Sto parlando dello SPID, che ad ottobre sostituirà completamente i PIN di INPS, ma anche delle app come IO e CIED senza dimenticare Immuni.

Grazie a questi servizi aperti e disponibili a tutti i cittadini e cittadine si è visto come è la P.A. che, con mille difetti, si sta avvicinando a noi in maniera facile e veloce.

Insomma, iniziare a prendere i primi approcci con la tecnologia e l’informatica non è un vantaggio per la comunità ma soprattutto per noi stessi/e ed in questo caso, gli anziani ne trarranno degli enormi benefici.

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