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“A Pesaro c’è una brutta abitudine sempre più diffusa: rubare parcheggi ai disabili”

“A Pesaro c’è una brutta abitudine sempre più diffusa: rubare parcheggi ai disabili”

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parcheggio per disabili

Mi scrivono:

“Caro Iacopo…

Sono la mamma di un dolcissimo ragazzo autistico e abito a Pesaro, una ridente città sul mare. D’estate la vita si sposta nelle vaste ed estese spiagge.

Pesaro è anche la città delle biciclette… tutte le piste ciclabili portano al mare ma non tutti hanno voglia di pedalare e c’è chi prende l’auto pur sapendo che un parcheggio libero nei viali del lungomare è praticamente introvabile… ah!

No, ho sbagliato, ci sono i parcheggi riservati all’handicap! Basta il contrassegno della mamma-babbo-nonna-nonno da tirar fuori all’occorrenza per garantirsi il posticino. Naturalmente nessuna traccia dei diretti interessati.

Capita che io, stanca di tutta questa inciviltà, decida di far presente la scorrettezza all’ennesimo signore che, per raggiungere la spiaggia con il minimo sforzo, occupa con la sua lunga Passat station wagon grigia il parcheggio riservato, senza averne diritto. All’inizio mi risponde divertito e ammette che il tagliando è della madre, la quale però al mare non può di certo andare (sembra quasi volermi convincere della sua furbizia…), ma poco dopo il tono diventa alterato e afferma che lui usa quel parcheggio come gli pare e che per mio figlio dovrei richiederne uno personale perché quello su cui si trova la sua auto è per TUTTI i disabili (ma lui non lo è…). Mi prega infine di non farla tanto lunga perché lo sto riprendendo, e a torto, davanti al nipote.

Ho cercato più volte di sintetizzare una discussione, a tratti imbarazzante, che è stata avviata con un ‘Scusi, lei non potrebbe parcheggiare qui’. Pesaro è una città con tante persone per bene ma purtroppo con un’abitudine sempre più diffusa: l’uso improprio dei parcheggi riservati ai disabili. Nessuno controlla, nessuno sanziona e il disabile vero non parcheggia…
Forse dovrebbe essere obbligatorio posizionare sul cruscotto il contrassegno dalla parte della foto del titolare: magari qualcuno, per timore di essere scoperto, ci penserebbe due volte prima di occupare quel posto. Ma no, la privacy prima di tutto, e così anche quelle belle foto che ho scattato alla targa dell’atletico signore non serviranno.

Sembra proprio che in Italia le leggi siano fatte per tutelare i furbi e non i deboli. Non ci sarà mai una soluzione al problema, purtroppo.
Grazie per l’attenzione, Iacopo, un abbraccio!”

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Amica mia, quello dei parcheggi “abusivi” è un tema sul quale, come saprai, torno fin troppo spesso (ahimè, vista la necessità). Le persone ancora non hanno capito che così facendo rubano un diritto a chi ne ha bisogno, calpestando dignità e rispetto a chi è più fragile di loro. L’assenza di comprensione e dialogo, poi, rende tutto ancor più frustrante come tu stessa hai raccontato.

Sono sicuro che questo sia un problema diffuso e non soltanto della tua città, che appunto è fatta di persone perbene ed altre maleducate. C’è bisogno di lottare e di non arrendersi, continuando a sensibilizzare e diffondere una cultura di inclusione e tolleranza.

Ne approfitto, salutandoti, provando a mettere in circolo un sorriso intorno a questa brutta vicenda. Con la Onlus #Vorreiprendereiltreno abbiamo realizzato dei simpatici adesivi da attaccare a chi lascia l’auto dove non dovrebbe: ogni pacchetto sostiene i nostri progetti sociali, perciò da un’azione negativa abbiamo voluto creare qualcosa di buono. E, ovviamente, ogni “attacco” sensibilizza in modo intelligente, cioè con leggerezza e ironia, risparmiando tanti specchietti rossi e fiancate rigate! LI TROVI QUI.

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