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Stipendi e virilità

Stipendi e virilità

pavone

“Quindi fai il mantenuto?”

La sua risposta è stata , ma solo per tagliare corto, per bloccare la curiosità della collega.

È andata così: chiacchierando, al lavoro, ha menzionato la scuola privata che frequenta sua figlia. La collega, molto stupita, gli ha chiesto come faceva a permettersi la retta. E lui ha risposto la verità: “La paga mia moglie”.

Lui è un mio caro amico espatriato in Svizzera che, cinque anni fa, ha deciso di tornare in Italia per andare a convivere con la sua compagna, che nel frattempo è diventata suo moglie e madre di sua figlia.

Lui lavorava nel marketing. Lei ha una posizione di alto livello in una grande azienda. Googlando il suo nome, la ritrovi citata anche dal Financial Times. Per dire.

Nonostante gli sforzi e la buona volontà, il mio amico ha faticato a trovare lavoro in Italia, e anche quando l’ha trovato, erano ruoli a tempo determinato e mal pagati. Insomma, la solita trafila del precariato che conosciamo bene, purtroppo.

Sebbene nel suo curriculum non ci sia scritto, so che per un certo periodo ha pure fatto il portiere di notte. Questo per dire che è un tipo che lavora, non uno scansafatiche.

Eppure, poiché sua moglie ha una posizione migliore di lui e guadagna più di lui, agli occhi di certe persone è “un mantenuto”.

Ricordo con un sorriso una pagina de Il cane che voleva mangiarmi di Alina Reyes, nella quale la protagonista raccontava una sua fantasia sull’avere qualcosa genere 12 uomini diversi con cui fare 12 figli diversi, per poi sposarne solo uno che si sarebbe occupato dei bambini.
Il padre della voce narrante (credo fosse il padre: l’ho letto 20 anni fa e non ricordo più i dettagli), irritato, l’apostrofava allora con un “ah, ma quindi vuoi sposare un fannullone”. E a lei di replicare che non si può chiamare fannullone un uomo che si occupa della casa e di dodici bambini.

Recentemente, in un’azienda di cui mi occupo, un collaboratore si è lamentato del proprio stipendio, dicendomi che voleva un aumento, perché fra poco sua moglie avrebbe guadagnato più di lui.
E sì, siamo ancora a questi livelli.

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Al mio amico, ho suggerito di rispondere diversamente, la prossima volta:
No, non faccio il mantenuto. Faccio il compagno di una donna intelligente e competente, che ha la fortuna di avere delle grandi responsabilità e un lavoro che ama.

Non sono un amante di chi si pavoneggia, ma non ci trovo niente di male nel rispondere agli stereotipi con un po’ di pomposa retorica, o no?


Colonna sonora:
Siobhán Donaghy, Ghosts (2007)

Puoi scoprire tutta la playlist di Debarcadero
sul Canale YouTube di Purpletude.

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