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Quando l’uomo porta la tecnologia dentro di sé, nasce il Biohacking

Quando l’uomo porta la tecnologia dentro di sé, nasce il Biohacking

Matteo Maini

La tecnologia può essere sviluppata in tutte le dimensioni: comoda e pratica come un telefono, immensa come una tv di ultima generazione, oppure piccola, talmente piccola da essere delle stesse grandezze di un chicco di riso.

L’azienda svedese Epicenter nel 2015 ha lanciato il chip Rfid, grande – giustamente – come un chicco di riso, dotato di dispositivo NFC (Near field communication) cioè la tecnologia che permette la connettività di diversi device. Abbiamo imparato a conoscere in maniera più approfondita questo standard grazie all’esplosione dei pagamenti tramite smartphone come Apple Pay, Google Pay, ecc. 

Epicenter è un complesso con sede a Stoccolma e riunisce giovani startup che si dedicano a tecnologie e mondo digitale, del presente e del futuro. Il loro motto è tutto un programma: “House of digital innovation”.

Ebbene, il loro chip Rfid viene inserito sotto la pelle delle persone, esattamente tra il pollice e l’indice della mano, permettendo di svolgere moltiplici funzioni che, allo stato attuale, vengono eseguite con dispositivi specifici, in condizioni diverse, ad esempio: 

  • Documenti di identità 
  • Corte di pagamento 
  • Badge per entrare sul posto di lavoro 
  • Collegamento con altri dispositivi quali pc, stampanti ecc.

Protezione dei dati personali

La prima domanda che sorge spontanea è: e la privacy?
Non è vero: probabilmente le prime domande saranno “Fa male? Quanto dura? Si sente? Se mi sono stancat* del chip come posso rimuoverlo?” (risposta: si impianta e si espianta tramite un piccolo intervento chirurgico in anestesia locale).
Ma appena si esce dall’emotività, rimane la domanda fondamentale: come vengono tutelati i dati personali della persona?

L’azienda ha il permesso di controllare gli spostamenti dei clienti, le posizioni, quante volte si recano in ufficio ed eventuali acquisti. Tutto questo va in contrasto con leggi severe sulla privacy attualmente vigore in Svezia e che dovrebbero garantire un certo livello di sicurezza.

Al momento la scelta di farsi impiantare il chip è totalmente volontaria, su circa 2000 dipendenti che lavorano presso l’azienda Epicenter, 150 circa hanno aderito al progetto ed il numero sembra aumentare.

Modificare e potenziare il proprio il corpo

Questo piccolo esempio apre una nuova frontiera che continua a fare progressi incredibili: il Biohacking. 

Una sorta di creazione di individui cyborg che, con dispositivi dotati di NFC nel proprio corpo, possono collegarsi e completare funzioni attualmente svolte con i classici device che conosciamo bene, come gli smartphone. Tutto ciò potrebbe evitare di inserire ogni volta il PIN, la password, e risparmiarci la fatica dei riconoscimenti delle impronte digitali e facciali e quindi migliorare e velocizzare nettamente la nostra vita. 

Essendo una disciplina relativamente nuova ci sono ancora molti punti su cui soffermarsi, tra i quali proprio la privacy, anche se è già in forte sviluppo ed aziende nuove e giovani sono già pronte a praticare nuovi modelli di sperimentazione. 

Unire intelligenza umana e intelligenza artificiale

In questo settore del Biohacking è entrato in scena anche Elon Musk con la sua azienda Neuralink, presentando il progetto che consentirà agli umani di controllare PC e smartphone solo con la mente. 

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Per fare questo è necessario impiantare dei sensori inseriti all’interno del cranio attraverso dei fori di 8mm creati con un laser in maniera, si dice, meno dolorosa possibile. Dopo aver fatto questi piccoli buchi saranno inseriti dei fili nel cervello che potranno leggere le attività cerebrali.  

Secondo lo stesso Musk lo scopo di Neuralink sarà quello di aiutare chi ha problematiche mediche di tipo paraplegico, mentre, in futuro non sarà difficile che ci sia un grande potenziamento delle capacità intellettive grazie allo sviluppo della biotecnologia insieme all’intelligenza artificiale. 

Uno scenario particolare, forse raccapricciante per alcuni ma, in ogni caso, un campo ancora agli inizi della sua vita e a noi non resta che aspettare e assistere al suo sviluppo. 

Sareste disposti ad aumentare il vostro potenziale o rendere la vita più comoda facendovi inserire un chip sotto pelle?
Date un’occhiata a questo ottimo video di
RaiPlay per approfondire la questione dei chip sottocutanei. 

NowPlaying:
Nutri-Ego, Barbarian Pipe Band

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