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Guarire le ferite, un passo alla volta

Guarire le ferite, un passo alla volta

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Le violazione delle nostre aspettative da parte della realtà è mortale come una pugnalata al cuore. Un corpo non sopravvive senza mente. L’unico modo per posticipare la violazione che un giorno ci farà decidere di rimanere sdraiati a terra… è evitare di aspettare e procedere in modo costante un passo alla volta.

Hai notato che le ferite si riparano quasi sempre da sole? OK, a volte non accade e dobbiamo chiedere aiuto, ma parliamo per un attimo della regola! Come ti senti ad essere un organismo così avanzato, una macchina così evoluta?

Un essere il cui punto forte non è la perfezione, ma la perfettibilità! Non l’invulnerabilità, ma la capacità di ripararsi.

A me piace parecchio, devo ammetterlo. Per usare un’espressione “antica”, mi gasa!

Nessuno ha mai fatto una statistica, ma temo che se la facessero risulterebbe che il 99% delle ferite che subiamo si riparano da sole. Ammettiamo pure che sia anche il 95% delle ferite che si riparano da sole. Non male davvero.

Ah già! Una precisazione medica. Non considerare solo le ferite esterne e visibili, ma anche quelle interne e non visibili. Raffreddori, infiammazioni varie, gastroeneteriti, gastriti, cistiti, coliti, tendiniti, ematomi, botte, graffi e poi tutti i traumi sportivi, anche quelli dopo la corsa fatta per prendere il treno in extremis. E infine i traumi psichici! La botte della vita… quelle piccole e quelle grandi.

Dal 95% di queste ti riprendi da solo… non male come prestazione.

Consideriamo per un attimo la nostra persona (corpo e mente assieme) come un prodotto che abbiamo acquistato su Amazon. Alla voce… assistenti personali!

Di solito quando si acquista un prodotto di questo tipo lo si sceglie cercando di capire se è un prodotto che si romperà poco, magari che non si romperà mai. Tutti vorremmo comprare un prodotto che non si rompe. La non rottura sembra il top della garanzia che possiamo ricevere a fronte di un acquisto. Un frigorifero che non si rompe. Un cellulare che non si rompe. Una televisione che non si rompe. Al tempo stesso vorremmo acquistare anche relazioni sentimentali che non si rompono. Amicizie eterne e consulenti che non ci tradiranno mai. Progetti vincenti, vacanze perfette. Vorremmo lavorare per un’azienda che non fallirà perché non si romperà mai. Tuttavia la vita va un po’ diversamente. Perché rompersi è la regola. Avere problemi, inciampare, cadere è la regola.

Se ci pensi bene le persone che affascinano, che lasciano veramente il segno, non sono quelle che non cadono mai, ma quelle che cadono e si rialzano subito. Si riparano da sole. Si rialzano da sole. Oppure si riparano o si rialzano chiedendo aiuto. Perché il bello dell’essere umano è che nella gran parte dei casi si aggiusta da solo e, nella piccola percentuale dei casi in cui non si aggiusta da solo, si aggiusta con l’aiuto degli altri. Difficile pensare ad una macchina più perfetta dell’essere umano. Se inciampa può cadere, ma se cade poi si rialza, perché ha in suo possesso tutti gli strumenti per farlo.

Ma la nostra attenzione purtroppo va sempre là in un angolino… allo 0,1% di casi in cui l’essere umano non si rialza, neppure con l’aiuto degli altri.

Ci sono due condizioni in cui non ci rialziamo. La prima è quella in cui la botta è stata troppo forte e siamo finiti al tappeto. La seconda è quella in cui la botta è stata troppo ingiusta e non la accettiamo.

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Nel primo caso non potremmo rialzarci neppure volendo, nel secondo caso potremmo, ma non vogliamo.

Bada bene, non intendo che non abbiamo voglia per delle motivazioni futili. Spesso portiamo motivazioni ottime, ragionevoli, importanti. Tuttavia la questione rimane: pur potendo rialzarci, decidiamo di non farlo.

In quei momenti per lo più ce ne stiamo lì sdraiati per terra a invocare l’ingiustizia, a invocare un Dio giustiziere e giusto. “Perché sono caduto di nuovo?” ci domandiamo. “Perché proprio io?”. “Perché non cadono gli altri?”. “Perché sempre io?” “Perché… Perché… Perché…?”.

Le violazione delle nostre aspettative da parte della realtà è mortale come una pugnalata al cuore. L’unico modo per posticipare l’aspettativa che un giorno ci farà decidere di rimanere sdraiati a terra… è evitare di aspettare e procedere in modo costante un passo alla volta.

Anche questo è #gowild.

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