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Rabbia: l’altro lato della Passione

Rabbia: l’altro lato della Passione

La rabbia, che tanto spesso nascondiamo, ingoiamo e cerchiamo di eliminare, è in realtà l’altro lato della Passione.
Entrambe ci fanno sentire vive, ci fanno combattere per i nostri ideali, ci muovono un sacco di energie.

Solo che ci hanno insegnato che provare rabbia è sbagliato, che le bambine per bene non si arrabbiano, figuriamoci le signore.
Probabilmente anche a te hanno insegnato così, ma forse non ti sei mai chiesta che cos’è la rabbia e se davvero ci fa solo male.

Hai mai visto un bambino arrabbiarsi per qualcosa?

In un attimo diventa un vulcano di energia, un uragano che urla magari per una piccola cosa, ma che per lui è così importante da volerla difendere. Terminato il momento di rabbia il bambino è completamente scarico, forse è successo anche a te di sentirti stanca e svuotata dopo una sfuriata o una discussione.

Questa è la rabbia, il fuoco che ci fa crescere.

E crescere, si sa, è doloroso.

Spesso ci arrabbiamo perché vediamo una situazione o una persona per come è e non per come ce la eravamo immaginata. Ci arrabbiamo perché le nostre aspettative vengono deluse, perché in quel momento di consapevolezza improvvisa apri meglio gli occhi e realizzi cosa è successo davvero.

Tu, gli altri e la rabbia

Ho parlato di rabbia verso situazioni o persone, ma tantissime volte la rabbia non è verso l’esterno, ma verso noi stesse.
Ci arrabbiamo per come abbiamo reagito ad un fatto o a qualcosa che ci è stato detto, per quello che abbiamo o non abbiamo fatto.

Molto spesso ci arrabbiamo con noi stesse perché sentiamo di non essere “abbastanza”:
abbastanza brave
abbastanza intelligenti
abbastanza leggere
abbastanza interessanti
abbastanza… qualsiasi cosa in pratica.

Noi donne siamo molto più brave a fare l’elenco dei nostri difetti che dei nostri pregi. Riusciamo a riempire tre fogli di parole con tutto quello che ci manca, ma facciamo molta più fatica a riconoscerci un merito, qualcosa in cui siamo state brave.

No, certo, perché quello lo diamo per scontato.

Credo sia proprio nel nostro DNA il fatto di non sentirci mai sicure in qualcosa, di pensare che qualcun altro sia sempre meglio di noi. Migliaia di anni di storia hanno alimentato le nostre insicurezze, ma forse è arrivato il momento di iniziare a mettere dei piccoli contropesi sulla bilancia, e riconoscere quanto facciamo ogni giorno.

Non per dirci quanto siamo brave e belle (anche se non ci farebbe male), ma per andare a letto la sera soddisfatte del cammino che stiamo facendo, sviluppando consapevolezza delle battaglie che vinciamo ogni giorno.

E per imparare qualcosa quando ci sembra di aver perso.

Colpevolizzarti di continuo non ti aiuterà a crescere e migliorare, anzi, l’unico effetto che produrrà sarà tenerti stretta in quel rosario di “avrei dovuto” e “avrei potuto” in cui ti affliggi.

Se la rabbia è l’altro lato della passione, riconosci quali sono i motivi che ti hanno spinto a prenderti così a cuore quella situazione, cioè che cosa vuole dirti quella rabbia che ora provi.

La rabbia come mappa delle emozioni

Se usciamo per un attimo dalla demonizzazione della rabbia, così come ce l’hanno insegnata, puoi scoprire invece che è uno strumento utilissimo che puoi imparare ad usare, per due motivi:

  1. La rabbia è un concentrato di energia. Hai mai provato a fare qualcosa quando sei arrabbiata? Ti sembra di avere una forza molto più grande in tutto ciò che fai finché sei arrabbiata, cioè fino a quando non scarichi tutta quella energia in eccesso che hai prodotto. Se, invece di paralizzarti nel senso di colpa, impari ad utilizzare quella energia, scoprirai una riserva di forza che non pensavi nemmeno di avere. Si tratta quindi di riconoscerla, incanalarla, e usarla per fare qualcosa che ci appassioni, qualcosa di importante per noi. Questo è usare la rabbia in modo sano.
  2. L’altro motivo è utilizzare la rabbia come una mappa, e imparare a leggerla. Significa chiederti: perché mi sto arrabbiando di fronte a questa situazione. Se prendi un attimo di tempo e ci ragioni, la rabbia ti dirà che cosa di preciso ti sta toccando e ti sta facendo arrabbiare. Questo significa che per te quella cosa è importante, altrimenti non ti farebbe arrabbiare, sei d’accordo?

Ci hai mai fatto caso che quello che fa arrabbiare te magari lascia indifferente un’altra persona?

Questo è perché una situazione, tocca ad ognuno di noi delle corde diverse.
Se ti scatta la rabbia, potrebbe essere che ciò che ti ha toccato è una tua paura, o una ferita ancora aperta. Saperlo e riconoscerlo ti dà la possibilità di poterci lavorare.

Emozioni al microscopio

Quando inizi ad osservare le emozioni e ad analizzarle, succede una cosa che per me è molto importante: ti rendi conto che la responsabilità dei tuoi pensieri e delle tue emozioni è soltanto tua.

O meglio, non puoi prevedere ciò che ti succederà, ma puoi decidere come reagire e renderti conto che se ti trovi in quella situazione, hai sicuramente fatto in modo che accadesse.

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So che questa ultima frase non ti piace, è molto meglio dire che non dipende da te, che è colpa degli altri, e che tu non puoi farci niente, vero?

Peccato che se così fosse sarebbe davvero triste, perché significherebbe vivere in modo passivo e subire soltanto scelte altrui, senza poter modificare nulla.

A me piace di più pensare che siamo invece al 100% responsabili di ciò che ci accade.

Certo, a volte è più difficile crederci perché magari la situazione in cui siamo ci fa soffrire parecchio.

Ma, anche qui, prova a guardare l’altro lato della medaglia: se io sono responsabile di ciò che mi accade, significa che posso anche cambiare ciò che non mi piace.

“Se non ti piace dove sei, cambia, non sei un albero”
– Jim Rohn –

Quindi da vittima, diventi protagonista, e puoi continuare a scrivere la tua storia.

Può non piacerti quello che hai scritto fino a questo punto, ma puoi sempre scrivere come continuerà, da oggi in poi.

Osserva e ringrazia dove sei oggi, il lavoro più duro è allenarti all’auto- osservazione per diventare consapevole dei tuoi pensieri, delle tue emozioni, e dei meccanismi automatici che metti in atto.

È un allenamento, non si impara dall’oggi al domani, ma posso garantirti che quando ti conoscerai più nel profondo, non vorrai più tornare indietro.

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