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Clicca, vivi, ama (dove e come siamo arrivati nell’era digitale)

Clicca, vivi, ama (dove e come siamo arrivati nell’era digitale)

Matteo Maini

Ricordate quando esisteva solo la tv in casa nostra? Quando un prodotto, per raggiungere l’apice della sua celebrità, doveva essere “visto in tv”? Effettivamente, nel momento in cui lo spot veniva trasmesso nel piccolo schermo, diventava credibile.

Lo ricordo bene, nonostante non abbia passato tanto tempo di fronte allo schermo della televisione. Poi, molto lentamente, ci siamo resi conto che esisteva anche un altro “marchingegno”, più piccolo, non di tanto, ma più scomodo della televisione: il computer.

Perché più scomodo? Perché se non indichi al pc di fare qualcosa, lui non fa proprio nulla!
È una macchina, capace di lavorare solo se il padrone – noi, homo sapiens – da indicazioni precise.
Nessuno avrebbe mai immaginato che, collegando questo computer ad un cavo telefonico, avremmo avuto il mondo a portata di mano, chiamato Internet.
Bastava un “programmino” per aprire le pagine web ed ecco fatto, tutto ciò che ci spingeva a digitare su quella tastiera, dettati dalla nostra curiosità, era lì, pronto.

Possiamo chiamarla rivoluzione?

Diamine si, pensate, ad esempio, alle scaffalature piene dei fascicoli della Treccaniin confronto a Wikipedia. Proseguendo, il pc è diventato piccolo, addirittura portatile. Abbiamo preso in mano i palmari ed infine Steve Jobs ci ha presentato in pompa magna lo smartphone.

A livello di software come dimenticare Skype?
WhatsApp, Facebook e compagnia bella, successivamente hanno reso il mondo più piccolo, vicino.
Ora siamo arrivati al punto che le distanze non danno più così fastidio e con un dito abbiamo tutto ciò che vogliamo, quando vogliamo e come vogliamo; devo proprio farvi l’esempio Amazon?

Cosa c’entra questo con la tv?
Beh, l’evoluzione ha cambiato la nostra percezione, la televisione è diventata improvvisamente monotona, lenta, antica, mentre Google è dannatamente veloce, rapido e completo.
“L’ho visto in tv” è diventato “lo trovi su Google”, mi piace pure il modo di dire “l’ho trovato Googlando”.

Non è più un qualcosa che ho conosciuto in maniera passiva, ma sono io che, attivamente, prendo la briga di cercare, capire e conoscere argomenti o voci che altrimenti non avrei mai visto in un qualsiasi canale tv.
Perché questo cambio? Al di fuori del discorso “evoluzione tecnologica”, il cambio è avvenuto perché è semplice. È semplice aprire una pagina internet, è semplice scrivere, ed è semplice il responso del motore di ricerca. Oltre al fatto che, questa tecnologia è molto meno costosa ora, di una tv negli anni del boom televisivo.

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Non parliamo poi della connessione, Gigabyte a cascata nelle nostre offerte internet, chiamate e sms illimitati che ai tempi si potevano solo sognare. Provate a pensare cosa direbbero ora in nostri nonni o bisnonni che, prima di seminare il raccolto, possono controllare velocemente il meteo, minuto per minuto, e capire cosa è meglio per la loro terra, se aspettare o agire subito.

Detto tutto questo la domanda sorge spontanea: cosa ci aspetta il futuro nostro e dei nostri figli?
Non ho la sfera di cristallo ma al momento godiamoci l’incredibile evoluzione che abbiamo sotto le nostre mani quotidianamente.

E per quanto sia difficile… proviamo a farlo in modo semplice.

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