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Il vecchio e il bambino (l’informatica non ha età)

Il vecchio e il bambino (l’informatica non ha età)

L'informatica per tutti: giovani e anziani

I corsi di informatica e tecnologia che svolgo come lavoro portano sempre una grande quantità di persone dalle più disparate motivazioni per effettuare l’iscrizione ed affrontare questo strano e frettoloso mondo.

Gli stessi corsi, con il procedere degli anni e quindi con l’evoluzione dei dispositivi, hanno subìto grossi mutamenti: internet era visto come un qualcosa di nicchia, per pochi, mentre ora è ovviamente il più richiesto.

Stesso discorso per i vari device: ora tutti vogliono conoscerli a fondo, dalle funzioni base a quelle più avanzate.

Fra le centinaia di persone con cui ho avuto a che fare, che di solito chiamo “allievi”, vorrei segnalare, e condividere con voi, due casi molto diversi tra loro, che hanno intrecciato il loro percorso di vita con me. Due modi di affrontare il cosiddetto “elaboratore elettronico” totalmente diversi, due vite e modi di considerare il futuro diametralmente opposti.

Primo caso: ragazzo di 15 anni che chiameremo Andrea

Forte della sua giovane età, Andrea viene dal mondo digitale fin dalla nascita, è preparato, o pensa di esserlo, a quello che dovrà affrontare nella sua formazione con me.

La sua generazione, che mi piace definire iGeneration o iGen (generazione iPhone), come nel libro “Iperconnessi” di Jean M. Twenge, vede buona parte di quello che propongo con una chiave banale come se sapesse già esattamente di cosa si sta parlando.

Le mancanze, poi, le possiamo notare procedendo nel tempo: parte dal presupposto che internet sia YouTube, Google e Facebook, tutto il resto del mondo offline con software come Writer e Calc (uso LibreOffice come programmi per la gestione classica da ufficio) per lui sono quasi inutili.

In realtà, imparerà che conoscere, seppur lievemente, una suite di ufficio è sempre uno step positivo per il futuro, soprattutto dal punto di vista professionale, ma anche per gli studi: ormai tutte le università richiedono la capacità di fare delle presentazioni su slide.

Durante il corso, comunque, si è dimostrato molto positivo ed attento, cosa abbastanza rara per un ragazzo della sua età.

Ha capito che l’informatica va ben oltre la rete, e questo gli ha permesso di imparare delle nozioni che la sua iGen, o buona parte di essa, sottovaluta decisamente: la materia va conosciuta dalla base, anche da quei lati che vengono considerati un po’ noiosi o per pochi.

Secondo caso: uomo di 92 anni che chiameremo Luca

Ebbene sì, ho avuto l’onore di insegnare l’informatica ad un “giovanotto” novantenne.

La sua storia è molto particolare: divenuto suo malgrado un Kapò ad Auschwitz.
Uscito sano e salvo da quella situazione, ha deciso di portare avanti come testimonianza per le nuove generazioni il terribile vissuto dei campi di concentramento, girando il mondo e scrivendo un piccolo libro su quella che è stata la sua esperienza.

La sua motivazione ad avvicinarsi all’informatica era per imparare ad usare bene la posta elettronica e capire il mondo di internet per conoscere nozioni che a lui erano note solamente in base alla sua poca esperienza o per il semplice “sentito dire”.

Con il tempo ha dovuto avvicinarsi per forza a questa tecnologia ed ha voluto conoscere ed approfondire ulteriormente la tematica.

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La mail era per lui indispensabile per mettersi in contatto con tutta una serie di persone che gli sono stati vicine nel corso degli anni, tutto il resto, ovviamente, non era di suo interesse.

L’informatica non ha età

Io ritengo queste due storie, come tantissime altre, veramente spettacolari, diverse e allo stesso tempo unite dalle esigenze di intraprendere una formazione che si rivela, al giorno d’oggi, indispensabile. Poco importa l’età o il background.

Nell’epoca in cui viviamo si tende a semplificarne maggiormente l’uso, grazie anche ai device che possono essere gestiti solamente con le dita, quindi senza un uso forzato di mouse e tastiera, dando quindi a tutti la possibilità di imparare e smanettare.

Ovviamente non può piacere a tutti, bisogna solo trovare il giusto argomento di interesse, capire cosa può servire o piacere maggiormente, ma esiste veramente un ramo digitale in ognuno di noi.

 

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