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Panico da 5G: il nuovo standard per i telefonini fa paura

Panico da 5G: il nuovo standard per i telefonini fa paura

Matteo Maini

L’avvento della quinta generazione di tecnologie e standard comunicativi, meglio nota come 5G, rappresenta una svolta considerevole non solo nel mondo digitale ed informatico, bensì anche nella quotidianità.

La velocità di trasferimento alla quale siamo abituati apparterrà a un passato remoto, in quanto il nuovo standard garantisce delle prestazioni assolutamente superiore che avrà un impatto enorme sulla produttività e l’efficienza di tutti i nostri ecosistema online.

Se da un parte, tutto questo può portare eccitazione e buoni propositi, dall’altra c’è tutta una serie di persone e medici seriamente preoccupati per i rischi che tale tecnologia potrebbe comportare.

Andiamo per gradi, cercando di capire sono per cominciare, essere fattori positivi: in questa pagina della ITU, (International Comunication Union) si trova un documento liberamente scaricabile, dove sono specificate dettagliatamente le caratteristiche di questo nuovo standard innovativo: si sta parlando di una velocità di download massimo a 20 Gbit/s (Gigabit per secondo) mentre un upload di 10 Gbit/s. Valori questi che superano 10 o addirittura 20 volte i limiti del 4G.

Al momento, in Italia, le società che hanno aderito al bando per l’assegnazione delle frequenze per il prossimo 5G sono: Telecom Italia, Iliad, Vodafone Italia, Fastweb e Wind Tre. Le licenze e le concessioni porteranno nelle casse dello stato oltre 6 miliardi di Euro, mentre una prima rete stabile e utilizzabile dovrebbe essere operativa già nel 2020.

L’arrivo del 5G è una rivoluzione nel campo della realtà virtuale e aumentata: strumenti come gli occhiali Oculus diventeranno molto più comuni, portando questa tecnologia nel nostro quotidiano (ne avevamo già parlato qui: “Quando la lezione di storia la dà l’ologramma“).

Sarà interessante notare come film e musica, grazie a piattaforme come Netflix e Spotify, cambieranno il loro repertorio rendendolo più dettagliato e potente, pensiamo, ad esempio ai film in 4K, mentre già sono usciti sul mercato i primi schermi 8K.

Da considerare anche tutto l’insieme di tecnologie che attualmente faticano ad ingranare nella nostra società italiana come l’Internet delle cose (Internet of things) e le case intelligenti (Smart home): in questi ambiti specifici il collegamento tra i dispositivi avrà una accelerazione ed un livello di automazione veramente impressionante, permettendoci di godere a pieno  delle possibilità offerta da queste tecnologie.
Senza considerare tutto ciò che riguarda la medicina e l’industria, aumentando l’efficienza e la produzione, e riducendo quelli che potrebbero essere i costi. Senza dubbio, parallelamente nasceranno nuovi modelli di lavoro che richiederanno conoscenze specifiche e tecniche dove oggi, questi modelli, non ci sono.

Esistono, però, molti fattori negativi che, soprattutto nell’ultimo periodo, vengono presi in seria considerazione da parte di comitati di cittadini e medici: in questa pagina pubblicata nel giugno 2018, ci sono chiari segni di preoccupazione da parte dei medici del ISDE (International Society Of Doctors for Environment) che hanno rinnovato una moratoria contro la delibera per le sperimentazioni del 5G in Italia.

Con le “sperimentazioni” inizialmente 4 milioni di italiani saranno esposti a campi elettromagnetici ad alta frequenza, con densità espositive e frequenze sino ad ora inesplorate su così ampia scala.”, si legge nel loro comunicato stampa. “Dopo settembre l’operazione avrà respiro nazionale. Sottovalutare o ignorare il valore delle evidenze scientifiche disponibili non appare eticamente accettabile”.

Se da una parte quindi abbiamo una certa criticità a livello medico, dall’altra non manca l’aspetto sulla sicurezza, infatti, essendo una nuova tecnologia in fase di sperimentazione, possiamo incorrere in problematiche di tipo cyber con attacchi hacker, accessi non autorizzati e rischi per la stabilità di tale infrastruttura.

Tutto questo è espresso in un rapporto completo del gruppo 5G PPP commissionato dall’Unione Europea.

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In questo documento di Ericsson, invece, si evidenziano le criticità di quello che sarà il sostituto del nostro attuale LTE, in considerazione del fatto che questa struttura non sarà solo a livello di società e persone ma anche di trasporti, intelligenza artificiale e connessione delle industrie:

Innanzitutto, le reti 5G saranno progettate per servire non solo nuove funzioni per le persone e la società, ma anche per collegare le varie attività (come la produzione e la trasformazione, il trasporto intelligente, la smart grid e l’e-health). Con il 5G è possibile prevedere nuovi modelli di come vengono forniti i servizi di rete e di comunicazione.” (nostra traduzione).

Dal punto di vista strategico, c’è molto interesse anche politico intorno al 5G: tipicamente, gli Stati Uniti hanno messo al bando le soluzioni hardware per le reti 5G prodotte da uno dei leader del settore, la cinese Huawei: la preoccupazione dell’amministrazione Trump è che la Cina possa utilizzare l’infrastruttura mondiale del 5G per fini di spionaggio e/o sabotaggio. E il Presidente Trump non perde un’occasione per fare pressione sui suoi alleati, affinché escludano il gigante di Shenzen dai bandi di concorso delle infrastrutture nazionali.

Insomma, tutto ciò che porta innovazione è accompagnato da una buona dose di incognite. Essa deve poter garantire una certa sicurezza e stabilità; allo stato attuale non ci rimane altro che aspettare quelli che saranno gli sviluppi di questa tecnologia che, una cosa è certa, porterà cambiamenti enormi nella nostra società.

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