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Non c’è cambiamento senza paura (e viceversa)

Non c’è cambiamento senza paura (e viceversa)

Pensiamo di essere padroni della nostra vita, di saper gestire la maggior parte dei nostri aspetti personali, famigliari e professionali, e invece ci sbagliamo.

Dobbiamo fare i conti con un elemento che è presente in maniera forte nella nostra vita e che fa parte di noi. È inutile scappare da esso, è inutile raggirarlo, tanto sa sempre dove trovarti. Ed è il vero burattinaio della nostra vita: la paura.

Paura di rimanere solo, paura di uniformarsi troppo agli altri, paura del cambiamento professionale, paura dell’ignoto o del dover fare i conti con chi (anche se solo apparentemente) questa paura non ce l’ha.

Si dice sempre che la paura sia un’emozione che veicola la nostra vita. Non facciamo altro che sfuggirla, evitarla e raggirarla.

(S)Comfort zone

Non pensiamo mai che la paura può essere però confortante, può essere quel gradino che ci dobbiamo superare per poter fare o ottenere qualcosa. Quella scarica di adrenalina che permette di spostarsi da un punto a un altro della nostra vita. Ciò che si chiama coraggio e di cui abbiamo già parlato su queste pagine.

È l’uscita dalla zona di comfort che, buttata là come slogan, mi lascia inorridito, perché non rispetta la persona che deve fare il salto nel vuoto. Il comfort mio è diverso da quello tuo e in certi contesti professionali questa banale considerazione non è percepita molto bene.
Talvolta il superamento di uno scoglio psicologico, personale o professionale può essere visto dall’individuo come una cosa semplice o insormontabile. Non mi devo buttare con il bungee jumping se ho il terrore delle altezze e soffro di vertigini! Questo spostamento al di fuori del luogo e del contesto dove sto bene è solamente una dura e perversa violenza che facciamo nei nostri confronti o che ci obbligano a fare (e che ha un nome solo: mobbing).

Ritengo che per uscire dalla comfort zone occorra un obiettivo prestabilito graduale che ci permetta di fare piccoli passi fuori da quella zona che altro non è se non la sicurezza (comunque sempre molto latente) della quotidianità. Solo tarando la propria velocità con il proprio obiettivo questa spinta verso l’esterno sarà efficace e soprattutto possibile.

La nostra naturale inclinazione

Ma c’è un altro aspetto rilevante per quanto riguarda la paura nelle nostre vite, ed è legata alla nostra predisposizione alla creatività. Dice Seth Godin: «Siamo nati creativi, ma abbiamo perso questa facoltà per fare spazio alla paura. Il nemico della creatività è la paura. Agendo in modo creativo generiamo l’azione, e l’azione converte la paura in sicurezza.»

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Sì perché abbiamo un’innata inclinazione alla creatività che altro non è che compiere determinate scelte, risolvendo i problemi che si pongono dinanzi. E nella citazione è presente tutto quello che è necessario per sopravvenire alle regole della tranquillità: l’azione, il fare, il creare che ci riporta all’essenza dell’uomo.
Non siamo fatti per essere spaventati, l’evoluzione naturale non ci porta verso questa direzione, ma ci sprona al continuo cambiamento e miglioria delle condizioni di vita e professionali. Per forza quando facciamo qualcosa, quel qualcosa diventa la risistemazione naturale dell’ordine; e la paura, l’emozione dell’ incertezza, diventa sicurezza e creazione di uno sviluppo personale che tende a ricreare nuovamente e continuamente.

Il cambiamento è l’ombra della paura

È tutta solo questione di cambiamento, è questa l’ombra della paura. La paura non spaventa in sé, ma solo il fatto che spalanca le porte del mistero, dell’ignoto, dell’incertezza e tiene in bilico situazioni, persone e attività.

E per assurdo quando non ce la facciamo più, quando le nostre forze vengono meno o non sopportiamo più situazioni professionali al limite ci piace pensare: adesso cambio tutto! Cambio vita! Cambio lavoro! Desideriamo cambiare… ma anche in questo caso è proprio vero che le parole sono specchio di situazioni inespresse.

Forse vorremmo cambiare senza in realtà desiderarlo veramente. Perché abbiamo paura, tanta paura.

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