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Dimagrire in tre anni: roba da matti!

Dimagrire in tre anni: roba da matti!

dimagrire

Siamo nell’epoca del sovrappeso e parlare di come dimagrire in tre anni, sembra roba da matti. Che il tuo obiettivo sia la salute o l’estetica, infatti, che senso ha attendere così a lungo per stare o vederti meglio?

Eppure la vita mi suggerisce il contrario

Eppure, la vita mi sta convincendo del fatto che riflettere su come dimagrire in tre anni sia un tema a cui sempre più persone si appassioneranno. E lo sai perché? Perché sempre più persone stanno sperimentando che in tre settimane, o in tre mesi, non si dimagrisce. In un tempo così breve si può tutt’al più calare di peso, salvo poi riprenderlo altrettanto rapidamente. È la Sindrome dello Yo-Yo.

Se dimagrire in tre anni non ti interessa ci sono, quindi, tre possibili spiegazioni:

  • Non hai bisogno di o non vuoi dimagrire (perfetto!)
  • Sei già riuscito a dimagrire (complimenti!)
  • Non hai ancora sperimentato che dimagrire in tre settimane, o in tre mesi, non è possibile (per fortuna!)

In tutti e tre i casi, ti faccio i miei migliori auguri e mi congedo da te. Non voglio disturbarti e ti sconsiglio di continuare a leggere. Ti sembrerebbe che parliamo di fuffa.

Cosa significa dimagrire

Nel gergo comune la parola “dimagrire” sta per “calare di peso”. In realtà, la parola dimagrire ha un significato molto più preciso: significa ridurre il tessuto grasso dentro di noi e aumentare quello magro. Il che può avvenire anche mantenendo il peso corporeo invariato. Il calo di peso avviene di solito dopo, quando sei diventato magro.

Il tessuto grasso accumula, quello magro spende. Finché sei fatto di tessuto grasso non puoi spendere, puoi solo accumulare. Quando il tessuto magro dentro di te aumenta, aumenta anche la tua capacità di usare energia e si riduce quella di accumularne. Ecco perché, a quel punto, potresti perdere peso.

Dimagrire significa cambiare equilibrio

Mi interesso di come aiutare le persone a dimagrire fin da quando frequentavo l’università. Non ho nulla contro chi è in sovrappeso. Il mio è un interesse puramente medico-scientifico.

Prima ho studiato i meccanismi biochimici, biologici, fisiologici, anatomici dell’ingrassamento e del dimagrimento. Poi i metodi più consolidati per aiutare le persone a dimagrire. Non mi sono tirato indietro neppure davanti ai metodi più lontani dal ragionamento medico scientifico occidentale.

Da questi approfondimenti ho capito due cose:

  1. Dimagrire significa cambiare equilibrio
  2. Per cambiare equilibrio serve molto tempo

Cambiare ambiente o cambiare se stessi

Già Ippocrate aveva detto che una persona che soffre, se vuole smettere di soffrire, dovrebbe innanzitutto cambiare il suo ambiente (lavoro, famiglia, casa, amici…).

Se essere grassi è espressione di una sofferenza, la prima soluzione a cui pensare per dimagrire dovrebbe essere cambiare ambiente. Se sei uno che può permettersi di lasciare tutto e andare, allora vai. Hai ottime probabilità di dimagrire.

Tuttavia, non tutti possono permetterselo o non tutti lo vogliono e, soprattutto, non sempre funziona.

Se non puoi o non vuoi cambiare ambiente, ti rimane solo un’altra strada: cambiare te stesso.

Cambiare se stessi significa cambiare i proprio equilibri

Il problema è che per cambiare te stesso, devi cambiare i tuoi equilibri e per farlo ti serve tempo.
Il tempo per sostituire un equilibrio vecchio con uno nuovo. Unità di misura: anni. Magari tu come persona cambi in settimane, ma tu come corpo cambi in anni.

Non basta fare cose strane per un po’, come sacrificarsi o esagerare. Il corpo e la mente sono progettati per resistere al cambiamento, affinché non basti una settimana di problemi lavorativi o di piacevoli ferie per mettere in discussione i nostri equilibri metabolici e psichici.

Squilibrare non cambia equilibrio

Tuttavia, quello che le persone per lo più fanno per tentare di dimagrire è tentare di mettere in discussione l’equilibrio che desiderano con uno squilibrio. E quel che è peggio è che troppo spesso sono affiancate da professionisti che si dichiarano esperti in nutrizione o dietetica, ma che forse non sono così esperti nell’arte di aiutare le persone a cambiare davvero.

Facciamo alcuni esempi di diete squilibranti:

  • Dieta solo …
  • Dieta senza …
  • Dieta dissociata …
  • Dieta intensiva …
  • Dieta dilatata …
  • Dieta con eccezioni …

Se ci pensi bene, le diete si basano sempre su uno squilibrio che dovrebbe creare un nuovo equilibrio. Dal momento, però, che il corpo e la mente fanno di tutto per mantenere l’equilibrio in corso, gli squilibri sono l’unica cosa che non produrrà mai un cambiamento permanente.

Corpo e mente resistono agli squilibri

Se il tuo corpo ti lasciasse sostituire l’equilibrio che ti ha tenuto in vita fino ad ora con uno squilibrio, per quanto scientifico, sarebbe proprio un pessimo corpo. Per fortuna non lo è! È un ottimo corpo. Accetta solo di passare da un equilibrio vecchio ad un equilibrio nuovo.

Che cos’è un equilibrio?

(Attenzione paragrafo difficile, ma necessario!)

Un equilibrio è quella condizione in cui quello che mangi e quello che spendi hanno trovato una parità, in quanto spendi ciò che mangi e mangi ciò che spendi. Ogni volta che il tuo peso è costante sei in equilibrio sia che tu sia grasso sia che tu sia magro.

Quando il peso cala o aumenta invece sei in uno stato di squilibrio.

Che cos’è un nuovo equilibrio?

Un equilibrio nuovo invece è una condizione in cui ancora c’è uguaglianza tra ciò che spendi e ciò che mangi, tuttavia questa parità è ottenuta con funzioni matematiche diverse, con regole diverse.

Ai due estremi degli equilibri metabolici, possiamo individuare due modelli opposti: quello grasso, basato sull’accumulare, e quello magro, basato sul fare. Nel primo caso il cibo ingerito viene investito completamente nella costruzione di cumuli di grasso, nel secondo nella costruzione di muscoli e nel loro utilizzo per agire.

In mezzo a questi due estremi, esistono una grande varietà di condizioni intermedie, in cui accumulare e agire sono presenti in proporzioni diverse.

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Dimagrire non richiede uno squilibrio, ma un cambiamento di equilibrio. Da un equilibrio grasso, ad un equilibrio magro, dall’accumulo all’azione. Si tratta di un salto, che può essere realizzato con tanti piccoli salti.

Perché mai dovresti ambire ad un equilibrio più magro?

Onestamente a questa domanda non mi è possibile dare una risposta scientifica.
Posso solo dirti cosa sostiene la medicina moderna: chi ha un equilibrio più magro ha più probabilità di vivere più a lungo e meglio.

Dal momento che nessuno può essere obbligato a vivere più a lungo e meglio, la risposta alla domanda iniziale diventa: dovresti ambire ad un equilibrio più magro solo e soltanto se vuoi vivere più a lungo e meglio.

Non dovresti essere o sentirti obbligato.

La ricette per dimagrire in tre anni

Ed eccoci arrivati al momento clou, quello in cui dovrei raccontarti la ricetta per dimagrire in tre anni. Eccola:

Concediti una splendida colazione,

completa e piacevole e

fai della tua vita

qualcosa di buono.

Persisti! 

Perché questa è la ricetta per dimagrire in tre anni? Molto semplice …

  • se magro significa muscolo, allora il muscolo cresce e si muove solo se è ben nutrito. Quindi se al mattino fai una bella colazione, completa e piacevole, stai dando ai tuoi muscoli la forza di agire.  A quel punto quello che mangi non potrà essere accumulato in forma di grasso, dal momento che verrà consumato dal tessuto magro.
  • magro significa muscolo e muscolo significa fare, agire, muoversi. Quindi chi vuole essere magro deve innanzitutto comportarsi da magro. A quel punto il tessuto grasso non sarà più utile e verrà sostituito da tessuto magro.
  • qualcosa di buono, significa qualcosa che dia soddisfazione a te che lo fai e sia utile agli altri che delle tue opere e dei tuoi servizi si servono. Se vuoi continuare ad agire nel tempo infatti evita di impegnarti in qualcosa di noioso per te e inutile per gli altri, abbandoneresti subito.

Se vuoi dimagrire in tre anni adesso sai come fare.

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