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E adesso chiudi gli occhi (per vedere veramente)

E adesso chiudi gli occhi (per vedere veramente)

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Per anni ho trascurato il potere delle palpebre. La possibilità di calare un sipario tra me e il mondo esterno e prendermi un attimo per riflettere.
Ho cominciato ad apprezzarlo per necessità. Stremato dopo lunghe giornate di lavoro e studio, appoggiavo la testa sullo schienale della sedia e lasciavo scendere le palpebre.

In quei momenti chiudere gli occhi era un atto di resa. Cedevo al fatto di non avere le forze per tenerli aperti più a lungo. Quando ero là dentro, tuttavia, accadeva qualcosa. Una sorta di silenzio interiore mi riempiva e piano piano tutto diventava più chiaro.

Ritrovare la giusta distanza

Nel tempo mi sono reso conto che chiudere gli occhi in realtà non mi faceva perdere tempo, anzi me lo faceva guadagnare. Era sufficiente starmene in quel confortevole buio per 5 minuti per ritrovare la giusta distanza tra me e il mondo. Quello che avevo fatto e letto si riordinava senza che io facessi nulla.

Era come quando il vino decanta, sembra che le gocce si ingranino l’una nell’altra, conferendo al vino “struttura”.

Sembra di perdere tempo a occhi chiusi

Eppure in questo mondo sono così tante le cose da guardare che è difficile chiudere gli occhi volontariamente. Sembra di perdere tempo. In alcuni casi diventa quasi un fatto non etico.

Come quando ti dicono “Non hai visto quel bel film? Ti sei perso un capolavoro!” oppure “Non segui quel tipo su IG? Stai rimanendo indietro” oppure “Non hai visto quel filmato su YouTube? Non capirai mai la protesta di Hong Kong!”.

Allora, ti domandi se non sia il caso di trovarlo quel tempo!
Cominci a domandarti da dove potresti prenderlo. Ma per quanto tu scorra la tua agenda, non trovi spazi vuoti. Rimane il sonno. Tempo apparentemente inutile in cui semplicemente cedi alle esigenze della fisiologia.

Tuttavia quando hai gli occhi aperti, guardi molte cose, ma ne vedi poche

Tuttavia concorderai con me che inserire informazioni nel tuo cervello (foto, video, testi) non garantisce il fatto di averle comprese o gustate. Guardare un film che comico, non garantisce che tu rida, guardare l’ennesimo documentario sulla plastica non garantisce che tu domani sia in grado di non utilizzarla più.

Ogni tanto ti renderai conto anche tu che della gran parte di quello che hai messo dentro ti sfugge il senso.
Sono cose che hai guardato, ma che forse non hai visto.

Facciamo un esperimento

Facciamo un esperimento. Ti porto a fare una passeggiata dietro il sipario… ossia dietro le palpebre.

E adesso chiudi gli occhi. Sì, in questa epoca in cui viviamo la crisi ambientale – economica – etica più grande della storia di questo pianeta, in cui hai a portata di cellulare tutti i libri, le foto e il film del mondo… lascia che le tue palpebre si abbassino.

Che dentro di te cali il buio!

Quando avrai chiuso gli occhi, siediti e aspetta. Evita di sforzarti, perché non c’è assolutamente nulla che tu debba fare.
In realtà, se ci pensi, c’è ben poco persino che tu possa fare, se prima non avrai recuperato la capacità di dare un senso a quello che guardi.

Con le palpebre aperte cerchi di capire quello che ti circonda. I tuoi occhi, come raggi laser, sezionano la realtà. Separi il buono dal cattivo, il giusto dallo sbagliato, la vita dalla morte. Tuttavia, più guardi, meno capisci, dal momento che nel buono trovi sempre anche un po’ di cattivo e nel cattivo un po’ di buono.

Chiudi gli occhi, hai guardato già abbastanza

Dentro di te sono entrate informazioni a sufficienza. Ora è il momento che ti dedichi a elaborarle. E l’elaborazione non avviene mai per sforzo, ma per assenza di sforzo. Più ti sforzi di capire, più rendi difficile il compito del tuo cervello che deve calcolare. Lascia fare.

Piano piano, vedrai

Mentre tieni le palpebre abbassate ascolta e cerca di carpire l’algo-ritmo che tiene assieme tutto.

Che le informazioni che hai incamerato si dispongano attorno a te come petali di rose caduti dal cielo.
Una volta a terra, lascia che si colleghino, che acquisiscano un senso.

Se continui a pensare che ti manca sempre qualcosa per capire, persisterai nel tenere gli occhi spalancati e la decantazione e i collegamenti non avverranno mai.

Lascia che l’ombra scolpisca la luce

I fotografi lo sanno bene. Se vuoi rendere più visibile qualcosa, devi ridurre la luce, non aumentarla. È l’ombra che scolpisce i contorni della realtà, la luce li sfuma, perché rende tutto piatto, uguale.

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Tu cerchi quello che pensi e non pensi quello che cerchi

Ti accorgerai presto che la realtà è diversa da quello che pensavi.
Tu cercavi di separare il bianco e il nero e scoprirai che nella realtà bianco e nero si trasformano reciprocamente l’uno nell’altra.

La realtà è dinamica, non statica; è ambivalente, non equivalente. Tu ti comporti come se il bianco fosse bianco e il nero fosse nero. In realtà scoprirai che il bianco è sia bianco sia non bianco e il nero è sia nero sia non nero.

La realtà è ambivalente

Quando inizi a conoscere, ti accorgi di non conoscere; è quando dai inizio, che ti rendi conto di dover mettere fine; quando possiedi, realizzi di non possedere. L’ambivalenza è il motore della vita.

Ti ricordi Socrate cosa diceva? So di non sapere. Si era accorto che più imparava e meno sapeva. Chissà cosa gli sarebbe successo se avesse smesso di cercare di imparare!

Strappati dalla folla

Seneca disse:“Strappati dalla folla”. E Marco Aurelio aggiunse “Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo né meno disturbato per l’uomo che quello che trova nella anima”.

Quando ti sarai svegliato…

Quando ti sarai addormentato e spontaneamente risvegliato, quello sarà il segnale che il cervello ha elaborato quello che gli avevi messo dentro.

…guardati attorno e cerca…

A quel punto vorrei che tu facessi una passeggiata e ti guardassi attorno.

Guarda la natura, le città, gli esseri umani, la società, la tecnologia e cerca tutti quei i segni che dimostrano che devi avere paura, che sei colpevole, che devi agire subito, che è necessario fare qualcosa immediatamente, altrimenti tutto andrà a rotoli.

Dopo che avrai guardato, dimmi cosa hai visto.
Sono curioso.

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