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La capacità di creare verità

La capacità di creare verità

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La verità è laggiù, andate a sorprendervela ossia la verità non esiste potete solo andare laggiù, e quando vi sorprenderete saprete che quella è verità. Strano vero? In un mondo che stima sempre più il sapere rispetto al sorprendersi, una tale esortazione sembra proprio fuori luogo. Un residuo di romanticismo in una società nella quale anche i sentimenti sono frutto di un calcolo.

Ho trovato queste parole nel libro Ultra scritto a quattro mani da Folco Terzani e Michele Graglia. Il primo è un Terzani e sappiamo che di famiglia sono persone che amano scendere in campo e scoprire la verità con i loro occhi. Il secondo è un ex fotomodello, divenuto un promettente ultramaratoneta. Una coppia decisamente ben assortita.

Trovo le parole di questi due “ragazzi” un vero antidoto alla stupidità scientifica oggi tanto ammirata.

Sempre più spesso noi esseri umani ci sforziamo di “sapere” prima di andare laggiù a sorprenderci.
Prima vogliamo conoscere, solo dopo, se ci va, osserviamo. Tuttavia, vivendo così, tendiamo a perdere quello che è il nostro più grande talento di esseri umani, ossia la capacità di creare verità.

Opinione comune tra noi esseri umani, infatti, è che la nostra grandezza sia nel fatto che “sappiamo sapere”. Tuttavia, la nostra storia ci racconta un’altra realtà. Siamo sempre stati un passo avanti agli altri esseri viventi, non perché sappiamo la verità, ma perché creiamo delle verità su cui poi costruiamo delle realtà che funzionano e producono vite sempre migliori per sempre più persone.

Facciamo qualche esempio.

Eravamo animali senza artigli e ce li siamo creati. Abbiamo trasformato una pietra appuntita in un’arma e in un utensile. Abbiamo fuso metalli per creare oggetti e quando quei metalli non erano adeguati alle nostre idee abbiamo creato leghe di metalli.

Eravamo nudi e senza rifugio e ci siamo creati una casa. Abbiamo trasformato un mucchio di rami in una capanna e poi in una casa. Quando però i rami non erano più adeguati a realizzare case come noi le pensavamo, abbiamo inventato il cemento e poi il cemento armato.

E non ci siamo limitati a creare oggetti, siamo stati anche creatori di concetti, per difendere i quali abbiamo creato regole. Pensate al concetto di riposo, per cui oggi quasi tutti noi abbiamo almeno un giorno di riposo a settimana.

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Tornando al tema del libro Ultra, l’essere umano moderno aveva dimenticato il fatto di essere in grado di correre tanti chilometri consecutivamente. Per scoprirlo, o riscoprirlo, è stato necessario che alcuni esseri umani si avventurassero oltre i propri limiti di runner fino a raggiungere prestazioni prima impensate.
Per tanti secoli avevamo assunto che correre una maratona (circa 42 km) fosse manifestazione di resistenza fisica elevata. Oggi sappiamo che l’essere umano, e sono sempre più quelli che lo fanno, può correre anche 7 o 8 maratone consecutive (dai un’occhiata qui). Fu una verità inventata quella che portò a pensare che correre una maratona fosse segno di grande resistenza, ma oggi è una verità anche quella che si possono correre molti più chilometri di quelli previsti da una maratona e questo è ancora perfettamente umano.

L’attività principale del cervello consiste nell’apportare modifiche a se stesso. Così dice il grande Marvin Minsky. E dal momento che quando il cervello modifica se stesso modifica anche la percezione della realtà, possiamo dire che l’attività principale del cervello umano è apportare modifiche alla realtà.

Qualche anno fa frequentai per un po’ l’atelier di una pittrice. Lavoravamo con i colori acrilici. Mentre io mi arrabattavo sempre con lavori nuovi, mi resi conto che lei, invece, lavorava sempre allo stesso modificando, aggiungendo, togliendo,… ora pennellava, ora grattava.

Forse noi esseri umani siamo proprio così, pittori che lavorano costantemente al loro punto di vista sulla realtà, ma che a volte non si rendono conto che quando vedono la realtà che cambia è perché loro hanno cambiato punto di vista.

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