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Ruba e semina, semina e ruba: lo stile di vita perfetto

Ruba e semina, semina e ruba: lo stile di vita perfetto

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“Non ci sono regole […]. La vita è un’arte, non una scienza”.

Sto leggendo il libro KEEP GOING (Continua così) di Austin Kleon e l’effetto è il medesimo di quando qualche anno fa lessi STEAL LIKE AN ARTIST (“Ruba come un artista”). Lui studia l’arte di scrivere, io quella di vivere, ma le conclusioni a cui giungiamo sono le stesse. È incredibile quanta similitudine ci sia tra le due “arti”. Sono a pagina 3 e già mi sembra di essere tornato a casa.

Austin Kleon ha scritto tre libri sul tema “scrivere: istruzioni per l’uso”. Del primo e dell’ultimo già vi ho detto il titolo. Il secondo si intitola SHOW YOUR WORK (“Mostra il tuo lavoro”). Mi piace pensare siano i capitoli di un unico manuale: ruba, mostra, insisti. E se li penso così… sono proprio i pilastri di un ottimo stile di vita. Vediamoli assieme.

Ruba come un artista

Ossia prendi quello che altri hanno imparato a fare bene.
Imitali fino a quando non ti ritroverai ad essere bravo come loro.

A quel punto lascia che la tua maestria superi la loro: perfeziona il loro lavoro, vai oltre.
Usa gli altri come se fossero il trampolino da cui spiccare il tuo volo.

Mostra il tuo lavoro

In italiano è stato tradotto come “SEMINA COME UN ARTISTA” e devo dire che funziona ancora meglio! Ossia prendi il frutto del tuo lavoro (il tuo seme) e spargilo sistematicamente per ogni dove.

È il frutto del tuo paziente lavoro di imitazione che ti ha portato a superare il tuo maestro. Ora sei tu il maestro.
È il momento di lasciare che gli altri imparino da te.

Continua così

Ora che sei diventato maestro in qualcosa, lascia che la tua maestria ti porti frutto, ma al tempo stesso non smettere di imparare. Impara cose nuove, imita maestri nuovi, guarda le cose da un punto di vista nuovo.

Il ciclo vitale di uno scrittore è come quello di ogni essere vivente: imita, vai oltre, semina.

La cosa più divertente è che il nostro cervello funziona proprio così.
Appena nato il cervello agisce mettendo in atto una serie di comportamenti “arcaici”. Noi medici li chiamiamo proprio così: i riflessi arcaici. A determinati stimoli il bambino risponde con risposte stereotipate e funzionali alla sua sopravvivenza.

Prova a guardare un neonato e lui ti sorriderà o piangerà. Dagli un dito e lui lo afferrerà, avvicinati e lui ti abbraccerà.
Questi pattern di comportamento fanno si che il bambino solleciti gli adulti a prendersi cura di lui, a non lasciarlo solo. È così che si fa prendere in braccio.
Una volta in braccio si rannicchia tra le braccia sicure dell’adulto e si riposa. Quando sente fame cerca quella consistenza, quegli odori, quel suono (avevate mai notato che il battito cardiaco è proprio nel petto come il seno?! È il suono della vita!). Scova il capezzolo più vicino e comincia a succhiarlo.

Così il bambino si mantiene vivo: usa gli stimoli che riceve per attivare in lui risposte che lo tengono vivo.

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Tuttavia, se andasse avanti così, farebbe poca strada!
E infatti già dopo pochi giorni di vita nel suo cervello si sono creati “risposte alternative” che sostituiranno piano piano i riflessi arcaici, dimostrandosi più adeguati alle esigenze di un bambino che cresce.

Il piccolo imita gli adulti, i fratellini e le sorelline e gli altri bambini. Ruba! Gioca a diventare un adulto. E un giorno lo diventa.
A quel punto comincia anche a domandarsi se certe cose non potrebbero essere fatte diversamente e meglio di come gli adulti attorno a lui le fanno.

Tuttavia, se i bambini si mettessero a giudicare la qualità dei comportamenti degli adulti prima di saperli mettere in opera, rischierebbero molto! Può essere che ci sia un modo diverso di guadagnarsi da vivere rispetto a come hanno fatto mamma e papà. Tuttavia, per non trovarmi incapace di tenermi in vita, forse è meglio che prima impari a imitare alla perfezione il modo imperfetto con cui gli altri si tengono in vita, a quel punto potrò decidere come migliorarlo!

Come suggerisce Austin Kleon, diventa un ottimo imitatore, le idee innovative non tarderanno ad arrivare.

E a quel punto sarai tu il maestro. Qualcuno comincerà ad imitarti: un figlio, un collega, un amico, un estimatore. Tu lascia che impari! Presto sarà bravo come te e se gli dai un po’ di tempo, sarà lui che mostrerà a te come migliorarti.

Quindi continua a rubare, seminare, rubare, seminare, rubare, seminare.
La strada è quella giusta sia che tu stia scrivendo un libro, sia che tu stia scrivendo la tua vita.

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