Stai leggendo
Scusa, mi spieghi perché dovrei lavorare gratis?

Scusa, mi spieghi perché dovrei lavorare gratis?

Valentina Maran
Volontariato: lavorare gratis

Lavorare gratis è una condizione che io e la mia socia Vanessa Vidale con la nostra No-Agency non accettiamo.
L’abbiamo messo nero su bianco anche sul sito dell’azienda patti chiari, amicizia lunga, fatture regolari: le idee si pagano.
Già, perché nel lavoro della comunicazione noi abbiamo una piccola NON agenzia pubblicitaria – la gente pensa di poter chiedere lavori gratis, pensando che il nostro lavoro sia facile, o peggio, che a noi non costi fatica.

Gratis: una brutta parola

Lavoro gratis è una parola che il cliente non pronuncia in modo schietto: spesso la prende alla larga chiede dettagli sulla presentazione, e quando si tratta di arrivare ai fatti e si presenta il preventivo con la richiesta del 30% di anticipo, nicchia.
Dice che non è d’accordo perché vuole prima vedere come lavoriamo. E qui ci si ferma perché ci sono molti modi per vedere come lavora un freelance.
Noi abbiamo anni di esperienza e abbiamo coperto più o meno tutte le aree merceologiche. Ne abbiamo alcune su cui siamo particolarmente forti, tipo l’automotive o la farmaceutica, ma in genere nella nostra carriera ci siamo occupate di tutto. Il curriculum parla chiaro, il portfolio ancora di più, quindi dove sta il problema?

L’anticipo: un’iniezione di fiducia

L’anticipo è una condizione di fiducia iniziale: io investo su di te, cliente sconosciuto che non so se mi pagherai come dici, ma il fatto che cominci a metterci dei soldi mi fa ben sperare, tu ti affidi a me e dici ok, mi fido del lavoro che farai, investo già sul tuo impegno e sul tempo che stai già dedicando al lavoro.

Ma chi non vuole pagare l’anticipo a conferma del preventivo?
In genere diffidiamo e non accettiamo, soprattutto se la spiegazione del rifiuto è “non ci conosciamo, non so come lavorate. E se poi non mi piace?”.
Non so come lavorate è la più stupida delle affermazioni. Certo che uno sa come lavoriamo: basta guardare il portfolio per rendersi conto della qualità di ciò che proponiamo.
E se poi non mi piace? è anche questa una cavolata: noi lavoriamo seguendo un brief e soprattutto una strategia condivisa, se qualcosa non torna il cliente ha la possibilità di discutere, step by step quello che non reputa corretto e possiamo individuare insieme la giusta direzione. È rarissimo che il rapporto si fermi a questo punto, non succede praticamente mai.
E se succede noi siamo arrivate a una quantità di lavorazioni e di proposte che giustificano il pagamento di quel 30%.
Ma, ribadisco, non capita. Capita più facilmente che il lavoro venga consegnato e che poi i clienti spariscano nel nulla utilizzando il lavoro e facendo finta di nulla sulle fatture da pagare. Questa si che è una condizione sbagliata.

L’anticipo inoltre garantisce al freelance di non essere solo lui a prendersi il rischio d’impresa: facciamo neanche a metà, ma un po’ io e un po’ tu, cliente.
Altrimenti l’unico che mette in toto la fiducia su questo progetto sono io mentre tu te ne stai lì a decidere se valga la pena o meno pagare il mio tempo. Direi che non funziona così. Anche perché rischia di far passare come valore negativo, o peggio, nullo, quello che io faccio.
Il mio tempo e la mia professionalità si pagano.

Ma come ti viene di dirmi di lavorare gratis?

Chiederesti mai a un idraulico “fammi il lavoro, poi vedo se mi piace?
Pretendere che una persona che fa un lavoro prevalentemente di concetto, come il nostro ma che di fatto poi produce materiali molto fisici, sia disposto a lavorare gratis è imbarazzante.
Non comprendo nemmeno il perché le persone si sentano in diritto di farlo. Forse perché siamo molto brave e sembra che il nostro lavoro sia semplice perché riusciamo a farlo bene e in tempi contenuti.

Sta di fatto che lavorare gratis è una piaga che affossa il mercato, non forma il cliente a comprendere il valore del lavoro svolto e soprattutto deprezza voi e la vostra competenza.

Davvero quello che fate costa zero? Davvero non meritate soldi per quello che fate?
O peggio: davvero pensate che io non ne meriti per quello che faccio?
Pensate davvero che un pubblicitario valga tanto quanto un altro indipendentemente dal curriculum? Che per fare la vostra comunicazione uno sia come un altro?
E perché io dovrei viceversa fidarmi della vostra competenza e della qualità del vostro lavoro visto che non riconoscete quello altrui?

Il lavoro si paga. Sempre.

Non amo nemmeno il lavoro volontario, quello, per intenderci, attorno ai festival musicali per esempio, dove schiere di ragazzi giovani vengono chiamati a raccolta per fare manovalanza o per gestire i social.

Credo che debbano essere ricambiati o con una retribuzione equa, o con un cambio merce di valore. Faccio un esempio: un festival della comunicazione ha chiesto alla scuola dove insegno di mandare i nostri ragazzi a presidiare il festival postando i contenuti “così fanno esperienza”. Ok, sensato, ma in cambio voglio che il guru del festival tenga una lezione a scuola solo per loro, e non per spiegare il progetto, ma proprio una lezione dedicata che a loro serva davvero, che faccia curriculum, che loro possano spendersi come dato utile e unico solo per loro. Voglio qualcosa che possano trasformare in denaro sonante. Allora mi va bene.
Diversamente è una forma di sfruttamento.

Magari ti interessa
persone

Per anni ho lavorato nelle agenzie milanesi e per anni hanno preteso che io lavorassi week end e notti senza essere pagata. Mi avessero retribuito tutte le ore extra fatte avrei un gruzzoletto niente male. E invece no (su questa e altre storie, ci ho scritto un libro).

Cominciate a pretendere che nei reparti creativi si paghino le persone che fanno ore extra e vi renderete conto improvvisamente di quanto poco urgenti siano quei lavori per cui vi tengono a fare le notti ora.
Fidatevi.

Pretendete di essere pagati. Sempre. La vostra competenza ha un costo. La vostra credibilità anche.

 

Voi fate lavori gratis? O per visibilità? Che politica avete in merito?

Cosa ne pensi?
Bellissimo
0
Interessante
2
Non so
0
Pessimo
0
Leggi il commento
  • In un paese come questo, governato da straccioni, con elite straccione, che pretendono di governare senza voti e comandare senza proprietà, chiedere lavori gratis, come se fosse loro dovuto in base a chissà quali regole divine, ci mette davanti allo specchio, ci mostra quello che siamo o che non siamo mai diventati. Siamo ancora ai tempi dello ius primae noctis.

Esprimi la tua opinione

Non preoccuparti: il tuo indirizzo email non sarà visibile nella pubblicazione.

Torna in cima